Man mano che la si avvicinava, si scorgevano meglio i suoi lineamenti. Il viso era ovale perfetto; il fronte prominente era mezzo nascosto, ma non tanto che con si potesse indovinarne la forma purissima, da due liste di capegli neri e lucidi che scendevano ad accarezzare le tempie, e sparivano sotto i due capi di tulle bianco, orlati a ricami di seta nera, di una cuffia che portava in testa per custodirsi dalla prima impressione dell'aria. Grandi sopracciglia arcate pendevano, temprandone la vivezza, sulle nere pupille che balenavano dal centro di un globo bianco azzurrino, e venivano in fila sottili a congiungersi quasi sulla radice di un naso diritto, grecamente diritto, e grecamente reciso alle nari, dove una curva leggiadra scendeva a profilare il labbro più soave che mai fosse dato di scorgere. Le labbra dovevano essere state di corallo, ma il loro natio colore si era smarrito affatto, come il colorito della pelle, sul volto, nel collo e nelle manine affilate.

L'interna malattia traspariva da quella carne mirabilmente composta ad espressione di bellezza femminea, e tanto più traspariva, quanto più leggiadre erano le forme, sulle quali essa stendeva i suoi pallidi colori. Nella mente dell'innamorato osservatore si agitavano le ricordanze del medico, e il medico, pigliando dall'innamorato il senso della divinazione, mormorò, guardando quel volto scolorato, la parola: anemia.

Intanto, più la leggiadra inferma si avvicinava, e più Guido Laurenti accostava il libro agli occhi, fingendo di leggere arrabbiatamente. Voltava le pagine ad ogni tratto, come se ad ogni carta del suo Virgilio, edizione Lugduni, notis brevioribus, tabulisque geographicis adornata, ci fossero dieci esametri in cambio di trentacinque.

E si noti che qualcosa leggeva; i suoi occhi, quasi per isgravio di coscienza, qualche emistichio lo beccavano al volo; ma la mente era giù, a carezzare i capegli della bella signora, a scherzare coi capi svolazzanti di tulle, della sua cuffia leggiadra; ed essi, i poveri occhi, non poteano rimanersi che non guardassero a destra, non dissimilmente da scolaretti in castigo che stanno a rimasticare la lezione, vigilati dal pedagogo, e danno sguardi furtivi e frequenti ai più felici compagni che scorrazzano allegri nel sottoposto piazzale.

Ora, in quella ch'ei si provava a leggere tre esametri intieri, rosso in viso come una ciliegia, poichè si vedeva tanto vicina la dama e ne udiva la voce salire fino a sè per la prima volta, soave come un susurro della brezza, fu scosso improvvisamente dalla festevole parlantina del giardiniere.

—Signor Laurenti, buon giorno!

—Oh, buon giorno, Giacomo.

—E come va la camelia?

—Bene, grazie tante;—rispose Laurenti, come se gli fosse stato chiesto di una persona di casa.

Ma in quelle due frasi di risposta egli aveva cercato di mettere tutta la più gentile melodia della sua voce. Poscia, levatosi in piedi, salutò con un profondo inchino del capo.