La signora che alla esclamazione di Giacomo aveva alzata la testa, per naturale corrispondenza, rese il saluto.

Cotesto fu un attimo; ma anche in un attimo Dio aveva fatto la luce, che doveva rischiarare il creato in eterno.

Laurenti, fortemente turbato, ripigliò la lettura, o, per dir meglio, il suo atteggiamento di lettore; la dama, poi che ebbe risposto al saluto, ricondusse lo sguardo nella serra, per le cui aperte vetriere il Giacomo le accennava le piante.

—Veda, signora Luisa,—diceva egli—quella pianta d'alto fusto, dalle larghe foglie disposte ad ombrello, è il banano, della famiglia delle musacee, che fa quei frutti eccellenti… ma non qui. Ne fa invece l'ananasso, della famiglia delle narcisoidée, che Vossignoria vede qui basso.

—Bello!—disse la signora, con voce lenta e fievole.—E questa, che pianta è?

—Pianta di pepe; arbusto della famiglia delle…..

Non seguirò il dotto giardiniere nella infilzata delle sue classificazioni, per non riuscire uggioso al lettore benevolo. Il Giacomo parlava ad alta voce, collo scopo manifesto di farsi udire dal giovine naturalista, e dargli un buon concetto della sua sapienza botanica; ma che cosa importa al lettore la sapienza del Giacomo?

La signora prese un ramoscello che il giardiniere spiccò per lei dall'arbusto, un ramoscello di verde cupo, dalle foglioline lanceolate e dall'odore aromatico; quindi, a lenti passi, com'era venuta, si ritrasse di là.

Guido la seguitò lungamente cogli occhi; contò ogni sassolino che i suoi piedi calpestavano; poi la vide sparire tra le magnolie e gli allori.

Poco dopo la signora Luisa, anche la luce del giorno se ne andò via.