—Acqua di Felsina? tanto meglio; è più aromatica. Prendete qui, voi altre, strofinatele con quest'acqua il petto…. più giù…. sul cuore, mentre io le ne stropiccio le mani. Così va bene; ancora, ancora, fino a tanto che ricuperi i sensi.
—Oh Gesummaria!—esclamò la signora Tonna, lasciandosi cadere su d'una scranna—povera signora! E adesso crede Lei che potrà rimettersi?
—Sì, certo, non dubiti. Vede? La comincia a muover le labbra; queste frizioni aromatiche fanno il loro effetto. Ma che modo le è venuto male? Forse qualche commozione improvvisa?….
—Oh no, signore; io stava di là, nella mia camera, e mi disponevo a venirle a chiedere se avesse bisogno di me, per andarmene a dormire. Poichè, sappia, signor dottore, che io patisco di nervi; la fatica prolungata mi fa male, e bisogna che mi metta a letto di buon'ora…. Questa sera son certa che passerò una cattiva notte…. molto cattiva. Figurarsi! Dopo un colpo così forte….
—Ma, signora Tonna!—le gridò spazientito il Giacomo, che stava sull'uscio, cogli occhi addosso a Laurenti, e già lo vedeva mordersi le labbra,—Non è del suo mal di nervi che le domanda il dottore, bensì della padrona, per sapere in che modo la è caduta in svenimento.
—Ah sì, perdevo la testa!—soggiunse la pacifica governante.—Ero dunque venuta qui presso, nella camera accanto, per chiedere se aveva nulla a comandarmi. La signora stava sdraiata sul lettuccio, ma non ci badai, perchè la c'è tutte le sere e non parla mai, anche quando ci son io a tenerle un po' di compagnia. Le parlai e non mi rispose; solo mi accennò colla mano che me ne andassi pure; ma io mi avvidi che soffriva, e fu un miracolo di nostro Signore che non ubbidissi; poichè subito dopo mandò un gemito e mormorò: mi sento morire. E allora io chiamai gente, perchè ha da sapere che io non posso veder patire una mosca, e mi coglie subito il mio male…. un brutto male….
—Ma,—interruppe Laurenti,—Ella ha detto, se ho inteso bene, che la signora è tutte le sere a meditare sola e silenziosa nel solito posto.
—Tutte le sere, e alla stess'ora! Oh la non dubiti, che non manca neppure una volta. Già, e' bisogna dir tutto…. Ella si stanca con quelle sue passeggiate in giardino, così cagionevole com'è; ed io l'ho raccomandato più e più volte al Giacomo, che la lasciasse tranquilla. Egli è qui presente, e può dire se non è vero.
Il Giacomo incominciò a rispondere crollando le spalle, come colui che non menava buone alla signora Tonna le sue fisime intorno ai danni del moto.
—Oh che?—soggiunse poi,—L'aveva da star sempre murata in casa? Ella ci sta fin troppo per sua elezione, la povera signora; che se noi non le si dice di muoversi un tratto e di scendere a respirare, un poco d'aria, ella starebbe di continuo sdraiata sul suo lettuccio a contare i moscherini che volano.