—Grazie anche a Lei, signore;—disse la bella inferma, stendendogli la mano;—ho molto sofferto, ma le sue cure mi hanno giovato, e adesso mi par di rinascere.
—Aiutiamo dunque, e presto, la madre natura. Ella incominci a mettersi a letto senz'altro, che intanto noi penseremo al rimanente.
Ciò detto, si ritrasse, perchè le sue donne avessero agio a spogliarla, e dopo avere ordinato qualche pozione che le confortasse lo stomaco, andò a sedersi nel salotto vicino, per meditare sulla malattia di quella donna gentile, ma anzitutto per raccogliere e mettere a sesto i suoi pensieri confusi.
Colà seduto a fantasticare da solo, gli avvenne di innamorarsi della malattia, come già s'era innamorato della donna. Il cuore e la mente erano interessati del pari in quella grand'opera. Poter vincere quel male, e restituire il sangue in quelle vene colme di linfa! Egli in quel punto si pentì davvero di non aver confortato colla pratica assidua lo studio di quell'arte salutare, che gli appariva tanto più nobile allora, in quanto che doveva rivolgersi a salvare una vita cotanto preziosa per lui. Ora questo per lui significava per tutto il mondo. Il mondo senza quella donna gli sarebbe paruto a gran pezza più paurosamente nero di quel sogno sulla distruzione delle cose, che Lord Byron descrisse in versi tali da mettere i brividi addosso ad ogni generazione di lettori.
Salvarla, salvarla! Ma come? Il suo consiglio senza guida si aggirava in un circolo vizioso di ragionamenti, come un povero disgraziato nel labirinto di Creta, senza il filo pietoso di Arianna.
La causa, pensava egli, la causa morale di questa malattia, chi la indovina? Che giova sapere come si restituisce al sangue la materia colorante, se quel nemico nascosto, invisibile, seguiterà a guastare il faticoso lavoro della scienza? Si sa che il nemico c'è, e che veglia ai danni vostri! mirabile scoverta! Ma dove sia, donde venga, come sia forte, la scienza di tutta la facoltà riunita, non saprebbe chiarirvi.
Gli è un uomo; sì certamente un uomo! Ma è vivo, o morto, rammarico del passato, o angoscia del presente? O forse non è nè l'una nè l'altra cosa? La negazione dell'amore, la mancanza di questo necessario elemento di vita in un cuor sensitivo, non potrebbe inaridire le fonti della esistenza in quella gentil creatura, come, e forse peggio di un amore violento?
Ogni cosa è possibile. I segni della clòrosi sono cosiffattamente somiglianti a quelli dell'anemia, da farle parer quasi gemelle, ed esse, come si scambiano a vicenda i caratteri, così avviene che possano anco scambiarsi le cause.
Il nemico, il nemico! Scoprire il nemico nascosto; gli è questo il problema.
Così pensava Laurenti, seduto su d'un seggiolone, coi gomiti appuntellati sull'orlo di una tavola rotonda che sorreggeva una gran lucerna di bronzo dorato. La lucerna era accesa, ma la luce, sebbene gli illuminasse la fronte, non gli rischiarava punto i pensieri.