—Perchè? Già lo ho detto le sode ragioni. Se queste non approdano, metterò mano alle scherzevoli. Pensi Ella che il suo medico è giovane; che ha bisogno di una clientela, e che se Ella si lasciasse morire, e' si farebbe canzonare da mezzo mondo, e l'altra metà non vorrebbe far capo a lui. Ella dunque vede che si può esser sempre utili a qualche cosa.

—Oh, se la mia missione in terra ha da esser questa…—disse la signora Luisa.

—Ho trovato questa,—rispose Laurenti—poichè Ella non ha voluto saperne delle altre.

—Intendo benissimo; ma anche per questa, mi ci vorrà la vocazione, e in verità non la sento ancora, sebbene io vorrei pare far cosa grata ad un amico come Lei. Non creda del resto che io desideri morire; la verità si è che non mi sento la voglia, nè il bisogno di vivere. Ella faccia i suoi esperimenti; gli è ciò che io possa consentire al mio medico; ma penso che sarà una vana fatica.

—Vedremo!—sclamò Guido, e si alzò, poichè notava che quella lunga conversazione aveva affaticato lo spirito della signora Argellani.—Del resto, tornerò domattina.

—Ella sarà sempre il benvenuto.

—Come medico?

—Come amico.

—Torna lo stesso, infin de' conti. Gli amici sono ottimi medici, ed io ci guadagnerò una doppia laurea. Ella intanto si attenga alle ordinazioni del suo…. amico.

Com'egli fu uscito dalla camera, la signora Luisa si fece a meditare su tutte le cose che egli le aveva detto, ma con pochissimo frutto, imperocchè il dolore che la donna gentile ci aveva nel profondo, non la perdonava a nulla, pari all'orribile tenia che si cela nelle viscere e distrugge il cibo, volto al sostentamento del corpo.