—Fin qui, disse la signora Argellani, salvo l'ingegno del mio ottimo medico, non vedo nulla che faccia al caso mio.
—Ora vengo al buono, gentil signora, rispose Laurenti sorridendo.—La società cristiana ha trasformato la donna, o, per dir meglio, ha accettato la trasformazione che il cozzo di parecchie nazioni, la fusione di un nuovo metallo di Corinto, avevano recata nel suo grembo. Certo, per dar ragionevole nascimento all'uomo-dio, bisognava immaginare una donna superiore a tutte le altre, un vaso d'elezione. Ma se Maria nei primi tempi cristiani è già grande, non è ancora la Madonna, la consolazione degli afflitti, la madre della misericordia, la regina dell'amore. Il gran miracolo dell'affetto, nei primi tempi di cui parlo, è compiuto dalla donna di Magdalo, anche essa un'eteria, che sparge d'unguenti preziosi i piedi del Nazareno, che li asciuga col volume dei suoi capegli, che è la prima ad affermare il mistero della risurrezione. La vera donna, il tipo della società moderna, si manifesta più tardi, quando la società germanica e la società giudaica si confondono nella nuova fede, quando la Vestale romana, la profetessa di Rugen e la profetessa d'Israele, scompaiono, e rimane, giganteggia la forma femminile più umana e più vera, che è rappresentata dalla donna teutonica che combatte sui carri, e dalla gran madre dei Maccabei, Nella nuova società, la donna è già considerata come l'educatrice dei proprii figli, la consigliera del marito, il compimento dell'uomo. Cotesta gran novità ha portato i suoi nobilissimi frutti. Nel medio evo la donna è già elemento potentissimo di civiltà; essa ingentilisce il costume, accende gli animi alle mirabili imprese, e, dopo aver presieduto le corti d'amore, detta un poema a Dante, un canzoniere a Petrarca. Ancora un passo innanzi, ed ella stessa contenderà all'uomo gli allori, sarà viaggiatrice ardita con Ida Pfeiffer, scienziata insigne con Maria Sommerville, scrittrice e pensatrice profonda con Giorgio Sand. Se ella possa diventar pari all'uomo, non so, e non voglio indagare, poichè mi è noto che in tante e tante cose lo ha superato. Ma veniamo al caso nostro, signora. Ella è sola, ha cuore e mente, e nessun ostacolo allo svolgimento della sua operosità. Quanta libertà di azione, che alla più parte delle donne è vietata, sta raccolta nelle sue mani! Ed Ella non vorrà usarne? Si lascierà vincere da arcane malinconie, si lascierà morire come la povera vittima dell'antico ginecèo, perchè l'uomo, il sultano, l'aveva posposta ad un'altra?
—Non intendo il paragone;—disse la inferma rizzando il capo e guardando in volto Laurenti, come se volesse indagar negli occhi di lui un intento riposto di quelle sue ultime parole.
—Ed io non ho voluto fare un paragone;—rispose prontamente ii giovine.—Le chiedevo in quella vece se le paresse dicevole una imitazione di quella fatta.—
La signora Luisa stette un tratto silenziosa; poi, a mo' di commento a tutto il discorso del suo medico, si fece a dirgli:
—Queste sue argomentazioni, delle quali riconosco il pregio, sono molto generiche, e non mi persuadono ancora della utilità del vivere, per una donna mia pari.
—Perchè? C'è egli bisogno di intender tutto? Si opera secondo il proprio cuore, secondo il proprio consiglio. L'attività è l'uomo. Fare, fare, è l'impresa gentilizia di questo grande ignorante che è l'uomo, di questo credente nel cuore, scettico nella mente, che Goëthe ha incarnato nel suo Fausto. Fare, fare; ed è perdonato anco l'errore, e i patti col diavolo, anco se scritti col proprio sangue, non tengono; chi più ha operato, colla coscienza di voler giungere al vero, ha salvato l'anima sua. Infine, o signora, chi saprà dire il perchè siamo nati? E se cotesto non si potrà saper mai, perchè fermarci a mezza strada? Operiamo con retti intendimenti; non turbiamo l'ordine prestabilito. Ella, che si reputa un granellino di sabbia, la cui scomparsa non abbia a guastare, e nemmanco ad essere notata, può essere in quella vece necessaria a qualche cosa per utile di qualcheduno, o a qualcheduno per utile di qualche cosa. Mi avvedo che comincio a ragionare come un filosofo tedesco, ma la sostanza è vera.—
Il naturalista filosofo si fermò, aspettando qualche nuova obbiezione da combattere; ma la signora Luisa era rimasta muta. I concetti che egli aveva svolti le giravano confusi per la mente, come una musica nuova di cui non s'è anco potuto cogliere il senso melodico.
—Dunque,—proseguì egli, a mo' di perorazione—farà Ella ciò che io le ho detto?
—Non so, signor Laurenti.—E perchè, poi?…