—Suvvia, che cos'ha? che cosa ho detto io di male?

—Oh, gli è doloroso, signora, ciò che Ella dice, e più doloroso ancora ciò che fa pensare altrui. Perchè dispregia la vita? La vita è triste, ma è santa del pari, come tutte le tristi cose. V'hanno dolori da temprare, lagrime da tergere, adorazioni da innalzare, splendori da scorgere, e ci lasceremmo intristire nello sconforto? Il mondo, o signora, ha pure le sue gioie severe, le sue consolazioni profonde, che francano la spesa di vivere.

—Lo credo anch'io, signor Laurenti; Ella, come uomo, ha potuto trovarle, e nella sua operosa gioventù saprà prepararsi il conforto della età matura. Ma che faremmo noi donne, noi deboli, noi diseredate di questo gran patrimonio dell'umana attività?

—C'è apparenza, non sostanza di verità, in ciò che Ella dice. Io le concederò che la donna, o per natura sua, o per diversità di educazione, ma sempre per tirannia di consuetudine, non apparisca chiamata a partecipare ai gaudii multiformi della operosità umana. Ma, dicendole tirannia di consuetudine, ho detto ogni cosa. La educazione si può mutare; la natura si tempera col mutarsi della educazione.

La signora Argellani rispose a queste parole con un sorriso d'incredulità che messe Laurenti al punto di volerla convincere.

—Ella sorride?—soggiunse egli.—Voglia starmi ad udire. Andrò un po' fuori della medicina, ma che importa? Poi, con una malattia come la sua, anche il mio ragionamento potrà riuscire un rimedio.

—Vediamo dunque il rimedio—disse la signora Argellani.—Ella ha da dimostrarmi che la donna può partecipare alle grandi consolazioni della operosità umana. Io ho detto che non può; Ella dice che potrebbe, se non fosse la consuetudine. Io dico ciò che è; Ella ciò che dovrebbe essere. Ora io la avverto, signor dottore, che il mostrar la terra promessa da lunge, il dire «così potreste essere» non è punto un rimedio.

—Ho io detto cotesto?—rispose Laurenti.—La donna apparisce non chiamata a certe cose, ma pur ch'ella voglia, può dare una mentita a tutte le teoriche de' suoi avversarii. Poi, egli non è detto che tutte le supreme consolazioni della attività, consistano nel dar leggi ai popoli, nello scoprire i segreti della natura, nel sottoporre a teoremi il finito e l'infinito. V'hanno gaudii più conformi all'odierno modo di vivere della donna, i quali superano di gran lunga quelli dello scienziato e del pensatore, ed Ella non vuol metterli in conto?

—E quali sono?—chiese la signora Luisa.

—La storia progressiva della educazione e della importanza della donna nell'umano consorzio li dimostra assai meglio d'ogni mio ragionamento;—rispose il giovine.—Andando per due o tremil'anni a ritroso nella storia della civiltà, noi vediamo il ginecèo essere l'antica forma dell'esistenza femminile in quella medesima società di cui siamo gli eredi. Colà, in que' tempi, la donna non è che strumento di voluttà. I figli stessi che essa dà alla luce, non li educa lei. Sparta ed Atene educano i figli in comune; Roma stessa li sottrae per tempissimo alla madre, per metterli sotto la bacchetta del precettore. L'adolescente romano canzona sua madre intorno alle segrete trattazioni del Senato, e gli scrittori applaudono a quell'arguto sennino, imperocchè le donne non hanno da entrare nelle faccende dei loro mariti e figliuoli, ma da starsene in casa, alla conocchia ed al fuso, per meritarsi l'epitaffio della matrona romana: Casta vixit, lanam fecit, domum servavit. L'unica donna libera dei tempi antichi era la cortigiana, l'eteria; la quale, per conseguenza, era la sola che fosse utile a qualche cosa nel mondo, dappoichè intorno a lei convenivano, come oggi nella conversazione di una gentildonna, i più ragguardevoli personaggi, ed ella inspirava i filosofi e i magistrati, governava la repubblica ed esercitava il più bel diritto del reggitore di Stati, il diritto di grazia. Per tal modo la famiglia, diventando presso che inutile, tornava uggiosa all'uomo. Quella importanza che si negava alla moglie, alla sorella, alla madre, alla donna di casa, era acquistata dalla eteria, col sacrificio del pudore, il quale in fondo in fondo non doveva parer troppo grave, se era fecondo di tanti benefizi per lei.