—Col fidato volume tra mani, aggiunse la signora.
—Fidato davvero; è il mio Virgilio.
—Come? Dalla scienza alla poesia?
—Sissignora, ma poesia latina.
—Che differenza ci vede ella, signor dottore?
—Grandissima. Qui c'è la fragranza arcana della lingua disusata; però si studia ogni frase, si colgono intime bellezze di espressione che nella lingua nostra non si avvertirebbero nemmanco.
—Ed ecco una consolazione che noi povere donne non possiamo avere, noi sbandeggiate dagli studi classici.
—Ah, Ella si ricorda della conversazione di stamane? Questo è buon segno, almeno per me!
Ciò detto, e per non prolungare un dialogo che la signora Argellani aveva cominciato per mero debito di cortesia, Laurenti si volse al giardiniere, che stava pochi passi discosto a sarchiellare un'aiuola.
—Orbene, Giacomo; la mia pianta…