I pallidi sorrisi, le dolci malinconie, i subitanei stringimenti di cuore, rispondevano ai diversi stati dell'animo della signora Argellani. Ma intanto la natura operava, e le nuove consuetudini si filtravano inavvertite nel suo delicato organismo. Guido Laurenti, il quale, per tutta la gente di casa, era il Magnifico, vo' dire il medico, e che ci aveva acquistato una grande autorità, dettava la lista della colazione e del pranzo; poi, col pretesto di procacciare sonni lunghi e tranquilli all'inferma, le dava a bere i suoi tonici, le sue pozioni ferruginose, e le andava man mano rinnovando il sangue nelle vene.
Non se ne addava ella punto? No certamente, poichè non le accadeva mai di pensarvi su. La sua melanconia non era apertamente turbata, ed ella lasciava che il medico facesse a modo suo. I modi del giovine erano prudenti e cortesi; la conoscenza di lui non riusciva di peso, ed ella non poteva scorgere in lui un amante.
O come non lo vedeva?—chiederà taluno. Le donne vedono sempre ogni cosa.
Sì, benigno lettore, esse vedono sempre ogni cosa, ma quando non abbiano in mente una di quelle preoccupazioni, le quali tolgono di badare al rimanente. Vi è egli mai avvenuto di amare una donna, la quale vi usava ogni maniera di cortesie, e frattanto non andavate innanzi di un passo? Quella donna, se vi rammenta, pensava ad un altro, e voi, poverino, voi non eravate che un semplice amico. Noi, pigliati a mazzo, uomini e donne, non abbiamo cuore che per chi piace a noi, e quando il cuore non c'è, egli avviene eziandio (salvo il caso di una dichiarazione, la quale non consenta più di ignorare) egli avviene, dico, che non ci sia neppure la mente. E voi, un bel giorno che quella lunga adorazione sulla soglia del tempio v'era paruta troppo lunga, fattovi un cuor da leone, incominciavate a parlare. Ella a prima giunta si meravigliava di quella novità, poi vi compiangeva, s'industriava a consolarvi con melate parole, e finalmente vi metteva, sebbene con tutti gli onori dovuti ad un cuor generoso, fuori l'uscio di casa. Voi tosto a maledire il giorno, l'ora e il momento che l'avevate veduta; voi a farle colpa de' suoi superbi disdegni, e perfino delle sue gentilezze. Povera donna! Come si è spesso ingrati ed ingiusti per ragion d'egoismo!
Non mi si dica dunque che le donne vedono tutto. Vedono, quando non hanno altra immagine che loro ingombri la vista. Se il loro cuore è tranquillo, sì certamente elleno si accorgeranno del vostro amore, anche quando sia ai cominciamenti, anche prima che ve ne accorgiate voi medesimo. Ma pur troppo, con tutta la loro avvedutezza, con tutta la loro perspicacia, le povere donne hanno la benda sugli occhi, quando amano e soffrono.
E nulla vedeva, di nulla si accorgeva, di nulla sospettava la signora Argellani. Vi ho già detto che ella non si addava quasi dell'opera del medico, e che ignorava affatto il lavoro possente della nuova consuetudine. Il rimedio arcano, imponderabile, si era svolto dai recessi della sua anima, ed operava inavvertito come la dose dell'omeopatico.
Guido Laurenti, dal canto suo, cercava sempre il nemico, e lo combatteva gagliardamente, efficacemente, senza conoscerlo ancora.
XII.
Impastata, se così può dirsi, di bellezza e di fiele, per modo che l'interno umore spandendosi sul volto gli conferiva un'aria antipatica, e per contro la bellezza delle forme faceva a molti dimenticare di chieder novelle dell'anima, la signora Perrotti Maria Aurelia al fonte battesimale, era una delle più eleganti dame di Genova, e delle più reputate eziandio.
Ella teneva conversazione il lunedì, nel suo sontuoso quartierino di via Palestro, e convenivano colà tutti coloro che cantassero e chiacchierassero di più entro la cerchia daziaria della capitale ligustica. Colà tenori, baritoni e soprani dilettanti assassinavano Verdi e Rossini; colà, vecchie che volevano parer giovani, stolidi di ogni età e d'ogni risma, Veneri pensionate, Adoni in disponibilità, assassinavano la riputazione del prossimo. Le novelle del giorno, i pettegolezzi della civil compagnia, passando pel salotto della signora Aurelia, uscivano rifatti nella forma più corretta, come la pasta bianchiccia che si mette nella cartiera, esce tesa, levigata ed asciutta sul cilindro, per modo che ci si potrebbe già scrivere.