—Perchè piangete, amico mio?

—Oh, voi mi fate un gran male con simiglianti discorsi!—proruppe egli a dire.—Ho la disgrazia di esser giovine, e di non saper conservare la serenità dell'animo, dinanzi alle malattie come la vostra, nelle quali la prima cagione è la volontà, e che assumono, già ve l'ho detto una volta, il carattere del suicidio. Morire! morire, perchè un uomo non vi ama!….

—No, signor Laurenti; mi conoscete assai poco. Io morirò perchè la vita non mi par bella, nè desiderabile punto. Anche gli uomini possono aver contribuito a farmela parer tale, ma non è per essi che io muoio.

—Sofisma!—esclamò il giovine,—Voi, intanto, infastidita del presente, rimpiangete il passato.

—Se ciò fosse vero, ve lo direi schiettamente;—rispose la donna gentile.—Credetemi, amico; e che io possa perdere la stima di un uomo generoso come voi siete, se io non penso ora, e fermamente, che, posta innanzi a me la scelta tra la più misera esistenza e il ritorno delle prime illusioni, non istarei in forse un solo momento ad eleggere quella. Ma, noi, povere donne, siamo pur troppo come quell'edera lassù, che dal vostro muraglione è andata ad allacciarsi al tronco dell'olmo. Non l'avete mai osservata, voi?

Guido sospirò, e non rispose.

—Or bene, io l'ho guardata spesso, e sempre con tenerezza ineffabile. Essa è il nostro simbolo, sebbene l'abbiamo così mal battezzata nel dizionario dei fiori; essa è il simbolo del cuore, di cui le sue foglie hanno quasi la forma, di cui le sue costumanze riproducono la vita. «Où je m'attache, je meurs» bella impresa che fa trovata, io credo, da una povera figlia d'Eva, la quale guardò una pianta di edera prima di me, e vi riconobbe l'immagine sua!

—L'uomo, dunque…… sempre l'uomo!—esclamò, con accento di amarezza Laurenti.

—Sì, l'uomo, se così volete,—soggiunse la signora Argellani,—ma non già un certo uomo. Strappate quell'edera dall'albero, al quale s'è abbarbicata, ed ella muore. Ma muore ella forse perchè non può più avvinghiarsi a quell'albero, e pendere in graziosi festoni dai rami? No, signor Laurenti; essa muore perchè è stata divelta, schiantata ed infranta. Noi siamo come l'edera; divelte dal nostro luogo di elezione moriamo; ma non istate a credere che rimpiangiamo l'affetto degli uomini dappoco, e che moriamo perchè esso ci manca; dite piuttosto che siamo le vittime dei nostri errori, e paghiamo largamente colla vita un fallato giudizio. Io dunque non rimpiango nulla, se non forse di aver fatto perdere il tempo al mio ottimo medico.

Guido la ringraziò con un cenno del capo, ma non rispose motto. Egli pensava a mille cose in un tempo, e, tra i concetti che gli giravano confusi nella fantasia, gli pareva che dovesse esserci il buono. Però stava cercando, e non rispondeva nulla a quel disperato ragionamento. Ma come gli parve di aver trovato, si alzò in piedi e le disse: