—Mi avete promesso di venire domani a fare una gita in carrozza.

—Sì, e non disdico la mia parola. Sarà la mia ultima uscita. A che ora verrete?

—Alle undici, se non vi dispiace.

—No, certo; e dove andremo?

—Perchè questa curiosità? Quando io vi ordino qualche pozione, domandate voi come si chiama?

—Avete ragione, e poichè non c'è nulla che m'abbia a risanare, mi farò presso di voi un merito di non chiedervi nulla.

Laurenti stette muto per la terza volta; ma per la prima volta, accompagnandola in casa, le offerse il suo braccio. Ella del resto era molto stanca, e ne aveva bisogno per reggersi in piedi.

XIV.

Era una bellissima giornata, una di quelle giornate che fanno nascere nell'anima dei poveri condannati al lavoro quotidiano, il desiderio di una modesta entrata e di una carrozza per uscirsene alla campagna. Il cielo limpido, trasparente, rasserenava lo spirito e tingeva d'azzurro i pensieri; l'aria fresca del mare temperava la vampa del sole e ristorava i polmoni.

Fuori della città, i terrapieni, i fossi e le praterie, si smaltavano di margheritine, oracolo a buon prezzo per le fanciulle innamorate. I mandorli, i peschi, i peri fioriti, ornavano co' loro pennacchi bianchi e rosei le falde dei colli, non abbastanza inverdite dalle fronde novelline degli alberi. Rideva tutt'intorno quella giovine bellezza di natura che il pittore, costretto a cavare i suoi effetti dalla abbondanza delle frasche, dalle balze sassose, dai campi biondeggianti, non può ritrarre con efficacia; bellezza che forse apparirebbe falsa e stonata sulla tela, ma che parla al cuore e lo soggioga con tutte le grazie innocenti della prima gioventù. Oh primavera, gioventù dell'anno! Gioventù, primavera della vita!