—Ma si sottintende, e sta come se fosse detto. Se così non fosse, perchè vi dorrebbe di certi corteggiamenti interessati?
—È vero;—rispose il monachino.—Diciamo dunque, non già che i partiti fossero indegni di lei, ma semplicemente che le spiacevano, come continuano a spiacerle. Tra gli altri quell'ultimo che le è stato proposto, con modi abbastanza incalzanti e in circostanze tali, che l'hanno mortalmente seccata.
—E messa in fuga da Castelnuovo, non è vero?—chiese argutamente il priore.
Ma il serafino biondo non raccolse la celia.
—Avrà torto, può darsi;—diss'egli continuando;—voglio anche ammettere che il sapersi ricca l'abbia anche un pochino guastata. Non già col farla insuperbire, intendiamoci! La ricchezza non fa girar la testa che agli sciocchi. La gente che ragiona non desidera la ricchezza per altro, fuorchè per procacciarsi tutte le possibili soddisfazioni intellettuali e morali. Mia sorella, invece, l'amerebbe per la soddisfazione del viaggiare, del veder sempre nuovo paese e nuovo orizzonte. Ma è donna, la poverina. Non la vedete voi, la noia dell'esser donna, in una società così mal combinata come la nostra? Dicono che sia la migliore delle esistenti, e bisogna rassegnarsi. Ma non senza qualche atto di protesta, ve l'assicuro. Ah, benedetti gli uomini! Voi, per esempio, voi, signor priore, lo avete potuto colorire, il vostro disegno. La società vi tornava molesta, e vi siete appartato dalla società. Una donna non può. La sua ricchezza e la sua libertà, quando possiede l'una cosa e l'altra, non le servono a nulla; debbono essere confiscate a benefizio di un altro, che sta per giungere, che sarà Tizio, sarà Caio, e che ella dovrà scegliere fra i cinque o sei più importuni, mentre forse le sarebbe piaciuto assai più di aspettare dal caso la conoscenza di Sempronio.
—Sempronio!—ripetè il priore, con accento malinconico che colpì il serafino biondo.
—Che c'è, signor priore?—domandò questi, fermandosi ad un tratto.—Vi dà forse noia, questo nome…. antico?
—No, anzi! Continuate.—
E sospirava, così dicendo, il povero padre Anacleto.
—Tizio e Caio, nel caso di mia sorella,—notò il monachino, proseguendo il discorso,—rappresentano il tornaconto, l'egoismo, la caccia alla dote, la volgarità mascolina, tanto più ributtante quanto più lavora a nascondersi sotto le apparenze d'un amore profondo, nato lì per lì come i funghi, e cresciuto gigante nello spazio di una settimana. Sempronio, invece, il povero Sempronio sarebbe la sincerità, l'amor vero, che nasce anche lui lì per lì….