—Dirò volentieri di sì, quantunque io non conosca vostra sorella. Ma questo non è strettamente necessario, se posso giudicarla da voi. Rispondetemi ora, e non istate con gli occhi rivolti alle nuvole, ve ne prego. Dimenticate per un momento la patria;—soggiunse il priore, con una sottile galanteria che fece sorridere il serafino, nell'atto che chinava gli occhi d'un punto.—Come va che voi siete qui a San Bruno? la vostra sorella, così buona, vi ha lasciato partire da casa? da quella casa che è tanto cara e fida ai giovani pari vostri? E voi perchè separarvi da lei, per venirvi a chiudere in una società di malinconici come la nostra? Quali afflizioni sono state le vostre?
—Vedo l'aria di trionfo con cui mi fate la vostra domanda;—notò il serafino.—Già, io, così giovane come sono, non posso, non debbo aver dispiaceri. Perciò, non mi riescirà di rispondere; balbetterò, mi confonderò, e voi, nella vostra autorità priorale, compatirete il mio stato. Disingannatevi, signor priore; so dire la mia ragione. Da bambino, m'hanno avvezzato a fare tutto ciò che volevo. È un difetto, lo capisco; ma io non me ne lagno. Sappiate intanto che su questo difetto io ci ho innestata una piccola qualità: la schiettezza. Dico sempre quello che penso, io.
—Ecco una bella digressione;—osservò il padre Anacleto.—Come pittura del vostro carattere, la gradisco moltissimo; come lezione a me, non so di averla meritata.
—Scontroso priore! Nè pittura, nè lezione;—replicò il serafino;—è stata una dichiarazione preliminare. Dopo di che, vengo subito a dirvi le mie afflizioni. Esse si confondono con quelle di mia sorella; i suoi dispiaceri sono per l'appunto i miei. Ammettete questo ravvicinamento di personaggi, e il resto va da sè.
—Ammetto anche la consustanzialità;—disse il padre
Anacleto.—Proseguite.
—Mia sorella, per questa medesima consustanzialità che voi avete trovata così opportunamente,—osservò il monachino biondo,—la pensa in ogni cosa come la penso io. Giovanissima, le pare di esser vissuta già molto; quello spirito di libero esame, che ha sempre recato in ogni particolarità della vita, le tien luogo d'esperienza e l'aiuta a vedere i tranelli ond'è seminata la strada. Non è bruttissima; almeno, quel che le manca in bellezza, lo possiede in ricchezza. E perciò molti si sono fatti avanti a chiedere la sua mano, e in famiglia s'era parlato di maritarla….
—Ah!—scappò detto al priore.
—Vi dispiace?—chiese il serafino, fermandosi a mezzo.
—Dispiace a voi, deve dispiacere anche a me;—disse il padre Anacleto, correggendosi in tempo.—Non mi dite voi forse che tutti quei vagheggini e pretendenti non erano degni di lei?
—In verità, non ho detto questo.