—Per esempio,—continuò il padre Anacleto, vedendo che il monachino biondo non si commoveva punto della sua entrata in materia,—egli mi ha detto che il padre Prospero Gentili è un signore di Castelnuovo Bedonia, uomo per bene e molto rispettato in città.

—Oh, grazie tante della sua degnazione!—esclamò il monachino, che subito riprese la sua aria di me la rido.

—E m'ha aggiunto,—proseguì il padre Anacleto,—che il signor
Prospero è zio e tutore d'un fior di ragazza, la signorina Adele
Ruzzani.—

Una vampa di rossore tinse il volto del serafino biondo; ma non ci fu altro segno di commozione in lui, che restò fermo nel suo atteggiamento statuario.

—Mia sorella;—diss'egli, guardando in aria.

—Ah!—esclamò il priore.—Vostra…. sorella? E avete avuto il coraggio di lasciarla sola?

—Oh, non c'è bisogno di farle la guardia;—ribattè il serafino, senza muovere la testa, ma lasciando cadere dall'alto un'occhiata tra curiosa e canzonatoria al padre Anacleto;—ed ella si difenderà abbastanza bene da sè. Sarà vana, sarà sciocca; alcuni, anzi, pretendono che sia un po' matta….

—Eh, mi pare che, con tante belle qualità, la non ci abbia a star male;—osservò sarcasticamente il padre Anacleto.

Ma il monachino fu pronto alla parata, e ribattè il colpo del padre Anacleto, prima che questi potesse avvedersi d'esser giunto alla misura.

—Badate, signor priore;—disse il monachino;—io non ammetto nulla di ciò che pretendono gli altri, e voi farete ottima cosa, sopra tutto cavalleresca, a tenere da me. Volevo dire soltanto che, anco ammettendo ciò che agli altri, amici e nemici, piace di farla parere, Adele Ruzzani è una buona figliuola. In questo, almeno, signor priore, non eravate già della mia opinione?