La domanda era ardita, e il serafino biondo stette un pochino perplesso.
—No, ch'io sappia;—diss'egli.—Se pure, più tardi, dopo la mia partenza da Castelnuovo….
—Ah! credete possibile che dopo la vostra partenza si sia trovato un…. Sempronio? Sarebbe un peccato!—disse il padre Anacleto, al cui pensiero si raffigurò in quel mentre l'immagine del padre Agapito, che raccoglieva tralci di fiammole, sotto il romitorio delle Querci.—Auguro a vostra sorella di non concedere così ciecamente il suo cuore. Gli uomini valgono così poco!—
Il serafino socchiuse gli occhi e diede al padre Anacleto una sbirciatina, donde trapelava il suo umor gaio e malizioso.
—Signor priore,—diss'egli poscia, con quel suo misto di timidezza e di confidenza che gli tornava così bene al viso,—siete forse venuto a San Bruno per ira contra gli uomini? Io, veramente, credevo che fosse per un altro genere di malinconia.
—Fratello mio,—disse il priore,—c'è stato un po' di tutto.
—Raccontate!
—A che servirebbe?
—Non badate a ciò; raccontate, ve ne prego, raccontate.—
E così dicendo, il serafino biondo, con atto di curiosità infantile, andava a sedersi accanto al padre Anacleto.