—Che ci sono in quel convento degli uomini in collera col mondo.

—Come tutti i frati, signorina.

—Che si lasciano crescere la barba fino alla cintura;—soggiunse la signora Morselli.

—E si scavano la fossa come i certosini;—rincalzò la contessina
Berta.

—Signore mie, non ho veduto niente di ciò;—rispose il duca di Francavilla.—Ho trovato delle persone a modo, con le barbe regolari, ed anche col mento raso. Che siano in collera col mondo, mi par di capirlo dal fatto che si son dati alla vita monastica. Ma infine, non mi è sembrato che odiassero tutti, poichè mi hanno ricevuto benissimo, senza sapere chi fossi, e mi hanno lasciato andare via senza domandarmelo affatto.

—Essi,—notò il sottoprefetto,—non odiano che il sesso gentile.

—Oh brutti!—esclamò la signora Morselli, con un gesto di orrore.

—Già,—continuò il sottoprefetto,—abborrono le giovani; per aver grazia davanti a loro, bisogna essere venerabili.—

La signora Morselli che voleva essere annoverata fra le giovani, arricciò il naso, peggio che non avesse fatto da prima.

—Ma in che modo è andato a battere lassù, signor duca?—ripigliò il sottoprefetto, lasciando a mezzo il suo dialogo con la signora Morselli.