—Mi correggo;—ripigliò il duca di Francavilla.—Le meraviglie, nel suo circondario, sono parecchie, anzi più delle sette di cui si vantava l'antichità;—soggiunse egli, volgendo intorno una rapida occhiata, come se volesse sparpagliare il complimento tra tutte le sue ascoltatrici.—Ma intendevo parlare d'una meraviglia medievale, di una stranezza, d'un anacronismo…. infine, per chiamar le cose col loro nome, del convento dei matti.
—Ah!—rispose il sottoprefetto, dando una rifiatata.—E lei, signor duca, si è inerpicato fin là?
—Certamente; il dilettante d'archeologia preistorica ha perduta la sua giornata, facendola guadagnare al curioso. Ho veduto il convento dei matti e ci ho mangiata anche la frittata dell'amicizia.—
Il duca di Francavilla non s'immaginava di aver fatto una cosa tanto singolare. Lo pensò, quando vide che tutti gli si strinsero intorno, come altrettanti bambini a cui avesse raccontato di essere andato alle tre montagne d'oro, o agli alberi del sole.
—Racconti, signor duca, racconti!—gli dissero.
—Penetrare nel convento dei matti non è mica una cosa facile!
—Davvero?
—Sicuramente, e Lei può stimarsi fortunato. Ci è una guardia così severa contro tutti i curiosi!
—È vero quello che se ne dice?—domandò la signorina Adele Ruzzani.
—Signorina….—rispose il duca,—io veramente non so che cosa se ne dica….