—Ai frati nuovi?
—No, a certi speculatori che avevano comperato l'eremo e poi lo hanno rivenduto ai frati nuovi, ai matti, come li chiamano in paese.
—Son matti davvero!—gridò la signora Morselli.—Odiare le donne! Ma si può dar di peggio?
—E quanti sono?—chiese Adele Ruzzani, a cui piacevano poco tutte quelle interruzioni.
—Nove, per ora, ma se ne aspettano cinque.
—Graziosi, quei novizi!—esclamò il sottoprefetto.
—Avanti, coi nemici delle donne!—ripigliò la signora Morselli.—E
Lei, cavaliere, non li obbliga a smettere?
—Signora, mi dica lei come si potrebbe farlo. Sono in regola con tutte le leggi dello stato. Non sono mica una famiglia di monaci all'antica; sono una brigata d'amici che vivono in comune, e non domandano d'essere riconosciuti come ente morale.
—Non ci mancherebbe altro! un ente morale, questo covo di celibi!
—Covo di celibi! Ben trovato! Come a dire un covo di bricconi;—gridò il duca di Francavilla, dando la sua occhiata in giro, per comprenderci anche la signorina Adele, senza aver aria di far preferenze: