—Bisogna disfare il covo!—ripicchiò la signora Morselli, facendo di buona voglia la sua parte di mamma.—Signor cavaliere pensiamoci.

—Eh, pensiamoci pure;—disse il sottoprefetto con aria di condiscendenza, temperata da un sorrisetto e da una crollatina di spalle.—Se in Parlamento penseranno a votarmi una legge contro il celibato, non dubiti, mi metterò subito in campagna, con una mezza dozzina di carabinieri. Signor Prospero, Lei mi aiuterà, chiamando sotto le armi la guardia nazionale.

—Propongo un altro metodo;—entrò a dire il ricevitore del registro.—Sono quattordici, i frati di San Bruno? Si va col sindaco e con quattordici ragazze da marito.

—Bella trovata!—gridò la signora Morselli.—Resta a vedersi se le ragazze di Castelnuovo si degneranno di fare la strada per quei quattordici sciocchi. Già m'immagino che saranno anche brutti.

—No, signora mia;—rispose il duca di Francavilla;—li ho veduti in refettorio e….

—A proposito. Ella deve continuare la sua storia, signor duca. Era rimasto…. Dov'era rimasto?

—In vista del convento. Ma il resto del viaggio può esser soppresso, senza nuocere alla chiarezza del racconto.

—No, no, vogliamo tutto, dall'a fino alla zeta.

—Non le facciamo grazia d'una virgola.

—Capisco,—disse il duca ridendo,—non mi permettono di far punto.