Il Borgnetti si strinse nelle spalle.

—Bene;—diss'egli;—tutti l'han detto ed io non ho creduto di doverne dubitare. Ma, se non è andato a Milano, vuol dire che sarà andato altrove.

—Ed ecco dove Ella perde la bussola, signor Borgnetti mio riverito. Ma veniamo a noi. Ella si ricordi che io so tutto, ma che voglio metterla alla prova. Infatti, è una specie d'esame d'idoneità, a cui la sottopongo, ed eccole il tema: Sapere dove è andato veramente il signor Prospero Gentili, con sua nipote Adele Ruzzani. Se non riesce nella prova, l'avverto, signor Borgnetti, che Lei ritorna negli Abruzzi, donde è piovuto a Castelnuovo Bedonia.

—Signor cavaliere,—gridò il Borgnetti, scuotendo la testa con aria che voleva parer fiera,—è una prova di sfiducia, che non avrei creduto mai….

—Bene, lo creda adesso e non avrà più a maravigliarsene. Io fo il mio dovere;—borbottò il cavaliere Tiraquelli, chinando la testa e misurando a lunghi passi il pavimento.—Il ministero ci fulmina con le sue osservazioni. Crede Lei che sia una cosa piacevole aver dei rimproveri, quando si ha tutto il diritto di aspettare degli elogi?

—No, davvero;—rispose il Borgnetti;—ed io, per l'appunto….

—Ed io per l'appunto,—riprese il sottoprefetto,—che dovrei ricevere i rimproveri per la via gerarchica della prefettura da cui dipende Castelnuovo, pel solo fatto che mi trovo a godere la confidenza particolare di Sua Eccellenza il ministro dell'interno, ricevo biasimi in prima mano. Ecco qua,—soggiunse il sottoprefetto, togliendo una lettera dallo scrittoio e spiegandola all'altezza del proprio naso,—ieri il ministro mi ha scritto:—"Caro Tiraquelli…. Vedi un po' tu, se hai un delegato pratico del servizio, o no. A me, dopo quel che ne sento, pare di no. Ne vuoi un altro? Domandalo."—

Al delegato parve un po' strana la intromissione del ministro dell'interno in quelle piccolezze d'un circondario così poco importante, com'era quello di Castelnuovo Bedonia. Ma non potendo dubitare del fatto, così audacemente asserito dal suo superiore e corroborato da una lettera di quella fatta, arrisicò un giudizio severo sulla gravità dei ministri in genere, e di quello dell'interno in particolare.

—Vedete di che cosa si dà pensiero un ministro!—diss'egli tra sè.—Almeno ci avesse un'ombra di ragione!—

Il sottoprefetto depose la lettera sullo scrittoio, non senza dare una guardata altezzosa al Borgnetti, per vedere che senso gli avesse fatto quel saggio di stile epistolare. Il povero delegato stava duro, ma era diventato verde come un ramarro.