—Or bene, sa nulla?—gli chiese il sottoprefetto.
—Sì,—rispose il delegato, ammiccando e sorridendo con insolita familiarità.
—Dica su, dunque!
—Nel convento di San Bruno;—ripigliò il signor Borgnetti.—È andato nel convento da burla, e la sua nepote con lui. A farsi frati; anche questo da burla. Veda che razza di matti! La ragazza non troverà più marito; lo zio è un imbecille.
—Quanto al signor Prospero, è anche la mia opinione;—osservò molto giudiziosamente il sottoprefetto.—Quanto alla signorina, sappia, signor Borgnetti, che con una dote come la sua….
—Capisco; si chiudono gli occhi su molte cose.
—Del resto,—rispose il sottoprefetto,—non c'è niente di male. Non si tratta che d'un capriccio di fanciulla inesperta, e la presenza dello zio chiuderà la bocca ai maligni. Ma ora, mi dica il resto. Perchè, m'immagino, appena trovato il bandolo, Ella sarà andato sino in fondo.
—Eh, non guari più di così. L'amico non sapeva altro, e me n'ha informato pochi minuti fa. Eravamo ancora a discorrere insieme, quando è capitato l'usciere a cercarmi.
—Pochi minuti fa!—esclamò il sottoprefetto.—L'amico! Ma chi è costui?
—-Senta, non vo' fargliene un mistero. Ho saputo tutto…. dal ricevitore del registro.—