—Che! ci avrei un gusto matto. Quei Gamberini, così superbi della loro contea, che guardano il paese con tanto disprezzo, dall'alto di una bicocca piena zeppa d'ipoteche….
—Parli piano, per carità!…
—Ha ragione, ha ragione. Ma il maestro è al cembalo e non si sentirebbe neanche una cannonata, là dentro. Quei Gamberini, dico, s'avrebbero a far gialli dalla rabbia. E la povera contessina!… Come la vedo brutta, quando saprà che il signor duca di Francavilla, venuto tra noi per studiare antropofagia….
—Antropologia, signor Prospero!
—Vada per antropologia. Tanto, non conosco nè l'una nè l'altra, di queste riverite signore. M'andrebbe in tanto sangue, la rabbia dei Gamberini! E se Adele si risolverà, non sarò io che ci avrò nulla a ridire. Ma bisognerà andar cauti, signor cavaliere, trattar la cosa coi guanti….
—È la massima dell'uomo politico;—notò opportunamente il sottoprefetto.—Solo la mano ha da esser di ferro; chi è guidato da essa non deve sentirla.
—Ed Ella mi dice,—ripigliò il signor Prospero,—che Sua Eccellenza il ministro….—
Il sottoprefetto non lo lasciò finire.
—In confidenza,—diss'egli, mettendo familiarmente il suo braccio sotto quello del suo interlocutore,—in confidenza, commendatore mio…. (lasci che io la chiami fin d'ora così)…. se rimango a Castelnuovo Bedonia, gli è solamente per questo. Abbiamo qui una parte, e non l'ultima, di un vasto disegno politico.—