—Non basta?—disse il signor Prospero, con accento perplesso, tra il dubbio e la speranza.

—Non basta,—ribattè il sottoprefetto,—Ella ha parlato nel comizio agrario di Collemezzo.

—Dio buono—esclamò con aria modesta il signor Prospero.—Per dire che avrei piantato grano, scambio di sorgo, e patate, scambio di barbabietole.

—Egregiamente! Con ciò Ella ha dimostrata la sodezza del suo raziocinio. Non tutto è da cangiare nel mondo;—si degnò di riconoscere il sottoprefetto;—e ci sono delle vecchie usanze a cui bisogna attenersi, perchè esse hanno con sè il rincalzo dell'esperienza. Se i nostri padri, da tempo immemorabile, hanno creduto di mantenersi fedeli alla coltivazione della patata…. Cioè, no da tempo immemorabile, perchè la patata è relativamente moderna…. Ma insomma, signor Prospero, l'esperienza insegna, e Lei rappresenta l'esperienza, che bisogna star fermi nella conservazione dei vecchi sistemi. Un partito conservatore, saviamente conservatore, è anche necessario come forza d'equilibrio, in uno stato bene congegnato. Tutto è equilibrio, in politica come in meccanica. Ed io non tralascerò di dirlo in Senato.

—Come?—gridò il signor Prospero.—In Senato? E quando?

—Quando ci andrò;—rispose il sottoprefetto, abbassando le ali della sua ambizione.—Ma torniamo a noi. Ella è un agronomo, signor Prospero. L'Italia ha bisogno di agronomi. Non lo ha letto, Virgilio? Salve magna parens frugum Saturnia tellus. Eccole un bel verso, da mettere per epigrafe sopra un opuscolo, che io le consiglio di scrivere.—

L'idea dell'opuscolo agrario, ad onta dell'epigrafe, nuova di zecca, che gli suggeriva il sottoprefetto, sorrise mediocremente al signor Prospero degnissimo.

—In fede mia,—diss'egli,—non saprei da che parte rifarmi.

—Buona volontà, amico mio, e il resto viene da sè. Leggete qualche libro d'agronomia; servirà per risvegliarvi le idee. Io ho avuto molto profitto dai Segreti di Don Rebo, dell'Ottavi; un libro aureo, che m'ha aiutato ad improvvisare quattro discorsi. Capirà, signor Prospero, che il mio campo non è l'agronomia. Io sono anzi tutto un uomo politico. Legga l'Ottavi, è una miniera; metta insieme quattro principii di scienza, per far da preambolo ai consigli della sua pratica, e vedrà. Come capitano della guardia nazionale aveva diritto alla croce di cavaliere; come agronomo l'avrà a quella d'ufficiale.

—Il commendatore è ancora lontano;—osservò il signor Prospero, ridendo.