E bisognava sentirlo, il contino Anselmi, che fuoco d’artifizio faceva! Ed anche la signora Camilla, come rideva, alle arguzie, alle galanterie, alle svenevolezze del signorino! Rideva anche più degli altri giorni, d’un riso acuto, quasi stridente, che urtava maledettamente i nervi al De Rossi. Ci fu un momento che gli parve di odiarla. Lettori, che avete sofferto di questo male, non riconoscete qui l’amore innalzato alla quarta potenza?
Come Dio volle, i passeggiatori si sentirono stanchi e si arresero al tacito invito dei sedili di pietra che correvano intorno alla fontana. Aldo non si posò come gli altri, ma stette in sull’ali; da prima per andare a veder l’acqua da presso e far le mostre di assaggiarla; quindi per girandolare qua e là ed osservare le piante. In certi momenti della vita ogni uomo è un naturalista.
Egli, per altro, non era escito dalla vista della comitiva. E dopo alcuni istanti di dotte osservazioni, vide con la coda degli occhi la signora Elena spiccarsi dalla brigata, per venire verso di lui. Si volse allora con aria grave e tranquilla e le accennò una pianta di bossolo, per modo che gli altri, se avessero guardato da quella parte, credessero ad una vera e propria conversazione botanica.
— Sapete che è un affar serio? — gli diceva intanto la signora Vezzosi. — Non si può neanche trovare il momento propizio.... per darvi un dispiacere.
Aldo De Rossi diede un sobbalzo e si fece pallido in viso.
— Calma! — ripigliò la signora. — Ho avuto iersera un colloquio con lei. Ve ne darò i particolari... quando potrò. Intanto, ne capirete abbastanza, dalla lettera che ella mi ha scritto questa mane.
— Una lettera! — mormorò Aldo turbato.
— È qui; — disse la signora Elena, traendo un foglio di tasca, mentre si avvicinava al De Rossi e chinava la testa verso la pianta di bossolo. — Voi la leggerete... e me la restituirete.
— Sì; — disse Aldo, imitando la mimica della signora e stendendo le dita per prendere il foglio.
Ma la signora Elena non se lo lasciò fuggir di mano così presto.