La signora Elena non rispose parola, e, accompagnata dal De Rossi, tornò a passi lenti verso la fontana.
— Che cosa guardavate con tanta attenzione? — domandò il commendatore Gerardo.
— Una pianta che non conoscevo; — rispose Aldo con aria sbadata.
— Gran che! Figuratevi che era una pianta di bossolo; — soggiunse la signora Vezzosi.
— Ma di un verde così tenero, che in verità non mi pareva bossolo; — ribattè Aldo De Rossi, per dar colore alla storia.
— Effetto del terreno, che non è molto confacente alla sua specie; — replicò la signora Vezzosi.
— Donna Elena ha grandi cognizioni in botanica; — disse il cavaliere Sestavalle. — Rammento ancora la distinzione tra l’Hibiscus siriacus e l’Hibiscus... Di grazia, come si chiama l’ibisco dell’albergo della Pace?
— Vedo che la rammentate poco, la distinzione; — notò argutamente la signora Vezzosi. — È un Hibicus liliflorus.
— E li ha sulla punta delle dita, i nomi latini! — gridò ammirato l’Alcibiade.
— Il latino è brutto parecchio; — disse il contino Anselmi, — ma la giardiniera è bella. Propongo di chiamarla la bella Giardiniera.