— Egregiamente! — mormorò Aldo, con un accento che faceva a pugni con l’ottimismo dell’avverbio. — Non si potrebbe mandarmi al diavolo con parole più chiare. Ma una cosa non è chiara... o lo è troppo. La signora parla di me; ne parla molto, ne parla oltre il bisogno. Ma tace di un altro, come se non esistesse neanche. E quello di cui tace è appunto quello che ama. Son tutte così; l’uomo di cui non gliene importa nulla, lo mettono in piazza; l’altro, poi, lo nascondono, come si nasconde un tesoro. Provatevi a farle parlare! Ve ne citano dodici, se occorre; si accuserebbero magari di amarne ventiquattro; ma il nome di quel tale, non c’è caso che se lo lascino sfuggire di bocca. —
Vi fo grazia di tutto l’altro che disse, o che borbottò tra i denti, perchè gli vo’ bene e non mi piace di mostrarvelo troppo violento nei pensieri e nelle espansioni. Ad ognuno di voi sarà avvenuto di dirle grosse, in un momento di rabbia. E certamente vi sarebbe dispiaciuto che le vostre parole fossero raccattate da un imprudente uditore e ripetute ai quattro punti cardinali, come monumento della vostra pazzia.
Lo stesso Aldo si avvide di essere uscito dai gangheri. Se ne avvide ad una imprecazione troppo forte che gli era sfuggita e che gli aveva percosso l’orecchio.
— Che cos’è questo? — esclamò. — Sono io dunque un ragazzo, e non saprò far altro che chiacchiere? —
Si scosse, così dicendo; digrignò i denti, con atto di profondo disgusto; si asciugò gli occhi, e si avviò verso la fontana con passo risoluto.
Egli era triste ma laggiù si rideva. E il contino Anselmi, come al solito, dava la battuta.
— Che buffone! — disse Aldo tra sè, mentre compariva nel piazzale alla vista di tutti. — Se bisogna essere così, per piacere alle donne, rinunzio, in fede mia, a questa fortuna; se fortuna può dirsi. —
Già, conchiuse proprio con questo epifonema. Quando vi dico che Aldo De Rossi aveva perduta la bussola!
— Non lo credete? — chiedeva frattanto l’Anselmi, proseguendo un discorso incominciato. — Io ne sono persuaso.
— Ed io, con vostra buona pace, niente affatto; — rispose la signora Camilla.