— Ecco il resto; — aggiunse il contino Anselmi, che non sapeva rinunziare al gusto di collocare un’arguzia.

— Certamente, ecco il resto; — ripigliò la signora, ridendo a suo malgrado. — E siccome ho gran timore che il signor Aldo De Rossi sia invaghito di qualche sciocca....

— Che ve ne importa, Donna Elena? — interruppe l’Anselmi. — Per solito, la donna che piace non è mai sciocca; anzi, sarei per dire che è un Pico della Mirandola in gonnella, se non temessi di lasciar credere che è sapiente e noiosa per giunta.

— Come voi, adesso, non è vero? — ribattè la signora Vezzosi. — State a sentire. Anselmi, e vi spiegherò tutto, dall’a fino alla zeta. C’è una bellissima fanciulla, che ama il signor De Rossi. Io conosco i segreti di quel giovine cuore e i tesori della sua anima innocente. È ben detto, così? Dunque, come intenderete, speravo un matrimonio, che avrebbe fatto molto piacere ad una famiglia, che è in strettissima relazione con Gerardo e con me. Non andate a indagare, ve ne prego; non sono segreti da farne argomento di chiacchiere e di mormorazioni, sul genere delle vostre. Vi ho data una prova di stima, accennandovi semplicemente la cosa; siatene degno.

— Ne sarò degno; — rispose contrito l’Anselmi.

— Dunque, state a sentire. Sarebbe un matrimonio conveniente sotto tutti gli aspetti. A Gerardo piace; io ne sarei contentissima. Il signor De Rossi, sulle prime, pareva accostarsi alle nostre idee. Se ne è parlato più volte, a questo medesimo posto, — soggiunse la signora Vezzosi rincalzando la bugia con tutte le più audaci invenzioni, — e speravo già d’essere riuscita a persuaderlo. Ma ecco che, sul più bello, venuti al punto di conchiudere, il signor Aldo mi si raffredda, cerca di guadagnar tempo, ha paura di fare il primo passo; insomma, che vi dirò? vorrebbe rimandare il principio dei negoziati alle calende greche.

— Oh diamine! — esclamò il contino Anselmi. — E voi dite, signora, che sulle prime pareva disposto?

— Dispostissimo. Voleva sapere molte cose; ma infine, anche la sua curiosità, troppo legittima in un caso come questo, faceva testimonianza di una certa propensione.

— È grave; — ripigliò l’Anselmi. — Non potrebbe darsi il caso che, pigliando lingua da altri, avesse scoperto qualche amoruccio della ragazza? Ce n’hanno sempre qualcheduno, queste benedette fanciulle! Son diventate tanto precoci, a questi soli di libertà!

— No, la ragazza esce a mala pena di collegio.