— Calma! calma, Donna Elena, e statemi a sentire; — proseguì il contino Anselmi. — Credete proprio possibile che si stia impunemente a ragionare di un’altra donna, accanto ad una donna come voi? Gli dipingevate le bellezze, gli snocciolavate le grazie e tutti gli altri pregi fisici e morali di una assente; intanto, quei pregi, quelle grazie, quelle bellezze, gli si mostravano presenti e irresistibili nella divina oratrice. Ciò si è veduto altre volte nella storia. Francesca da Polenta non amò Paolo Malatesta, che andava ad impalmarla per conto di suo fratello Gian Ciotto? Non ho più in mente i romanzi di Alessandro Dumas; ma mi pare che ci sia un caso somigliante anche nella storia di Francia. Che meraviglia, adunque, se un uomo viene ad intrattenersi così lungamente con voi, e, scambio d’intenerirsi per una donna lontana di cui gli parlate con tanta eloquenza, si infiamma lentamente ma profondamente di voi? —
La signora Elena era rimasta pensierosa. — Se fosse vero! — andava dicendo tra sè. Intanto il contino Anselmi, pigliando ansa da quel silenzio, proseguiva:
— Ecco il vostro errore, Donna Elena. Si assumono degli incarichi superiori alle forze proprie e a quelle di chi ci ascolta. Si manda la paglia ambasciatrice al fuoco, per dirgli: tu brucerai l’acqua. E il fuoco trova che è più comodo, più pronto, e sopra tutto piacevole, divorarsi la paglia. Scusate il paragone, non m’è venuto altro alle mani. Ed anche voi, abbiate pazienza, perchè assumervi di questi uffici pericolosi? Alla vostra età! Con quel viso!
— Tutte le età son buone, per fare un’opera buona; — ribattè la signora Vezzosi.
— Giusto! — replicò l’Anselmi. — E vedete come la cosa vi riesce! Aldo non vuol saperne della vostra protetta.
— E voi chiacchierate, Anselmi, senza venire a capo di nulla.
— Dio buono, se non so nulla! Ma vediamo. Donna Elena. Voi non siete la fiamma del signor De Rossi. Ne siete ben certa?
— Certissima. Una donna indovina sempre queste cose, anche quando l’uomo non le ha ancor dette a sè stesso.
— È verissimo. Cerchiamone dunque un’altra. Passiamo in rassegna le dame di nostra conoscenza. Le rassegne son sempre di moda, dopo quella delle navi, che si legge in Omero. Chi sospettate voi?
— Ma.... non saprei.... Varii nomi mi son passati per la fantasia; — disse la signora Vezzosi. — Che direste voi di Margherita?