Si volse egli allora a sua moglie, e n’ebbe queste parole:

—Bisogna andare. Te lo avevo già detto per la prima lettera; e nella seconda son nuove ragioni, che mostrano anche molta fede in te. Si verrebbe meno alla fede di un tant’uomo, non andando alla chiamata.

—Ah! siate lodata, madonna Juana;—gridò Filippino giubilante.—Sarete voi la fortuna di casa Fiesca.—

Fior d’oro non potè trattenersi dal ridere.

—Vedete,—diss’ella,—da che distanze doveva ella venire!

—Eh!—rispose Filippino.—Le vie della Provvidenza son tante! Si partirà dunque domattina;—soggiunse.—Gian Aloise sarà così lieto di riverirvi!—

Correva troppo, messer Filippino bello; e fu fermato di schianto.

—Voi mi mettete d’un viaggio che io non farò certamente;—rispose Fior d’oro.—È delle donne custodire la casa. Stando accanto alla madre di mio marito, mi parrà di non averlo tutto perduto, per quei due giorni che vorrà durarne l’assenza.

—E se durasse di più?—domandò Filippino, che non voleva darsi per vinto.

—Allora.... allora, si vedrebbe;—rispose conchiudendo Fior d’oro.