—Perchè....—ripigliava Damiano, girando un po’ largo, per voglia di ridere.—Perchè ci ho la mia Gioiosa Guardia che amo tanto....
—Giustissimo; e la tua “fiumana bella„—suggeriva lei, prestandosi al giuoco assai volentieri.—Con queste due cose....
—Con queste due cose ci sarebbe anche da morir di noia;—proruppe Damiano.—Le avevo, e non mi sono bastate. Diciamo dunque, per essere nel vero, che ci ho te, cara donna adorata. La più bella donna, nel verde più vivo, sotto il più dolce azzurro del mondo, ecco la felicità vera ed unica. Ed ecco quello che io volevo dire, contessa Juana, se voi mi aveste lasciata fare la mia progressione ascendente.
—E non ve l’ho lasciata fare, da quella gran cattiva che sono! Ma voi me ne punite tanto severamente, che avrei voglia di rifarmi da capo. Per altro,—soggiunse ella, mettendosi sul grave,—dicono che un bene posseduto non sia più un bene.
—Vedete che logici da strapazzo!—replicò Damiano, ridendo.—Il bene è il bene, di qui non si esce. Se si mutasse, sarebbe un’altra cosa, ne convengo. Ma come potrei volerlo mutato? In più no, perchè io ho tutto quello che desideravo. In meno, neanche, perchè quello che desideravo lo desidero ancora: e questo è il fatto, la condizione su cui possiamo fondare il nostro ragionamento. Ho io studiata bene la mia logica?
—Eh, non voglio dire di no. Il mio signore ha sempre ragione. Ed era il bel sogno, questo,—diss’ella traendo un sospiro,—il bel sogno che ho sognato con te. Il bel sogno si è finalmente avverato; o Dio, tra quanti pericoli, tra quante angosce mortali! Se c’è giustizia in terra, il bel sogno non dovrebbe finire.
—Così dico io;—conchiuse Damiano.—Non dovrebbe, non deve, non dovrà. Dimmi, Fior d’oro; sei tu sicura di te?
—Oh sì, di me....—gridò ella, levando gli occhi al cielo.—Ed anche di te,—soggiunse tosto,—anche di te, conte Fiesco, che sei così nobile spirito e così candido cuore. Ma non presumi troppo delle tue forze.... e della natura umana? È della donna amare, e saperlo far bene, non sapendo far altro: è dell’uomo l’operare, il faticare in qualche utile impresa, per deludere la sazietà.... per vincer la noia.... E per questo, me lo lasci dire?.... per questo, bisognerebbe forse mettersi a far qualche cosa.—
Tremava un pochino, parlando così, e mendicava le parole. Ma ebbe il pronto conforto di sentirsi dar ragione da lui.
—Sicuramente;—diss’egli.—Ci pensavo appunto stanotte, mentre tu riposavi, Fior d’oro. Bisognerà far qualche cosa. Ed ho trovato.