— Oh, lo so, signorino, lo so! — rispose con accento affettuosamente concitato il vecchio servitore di Villa Cervia. — Ella poi fa molto bene a chiamarla sempre la contessina. Neppur io ho potuto mandarlo giù, quel nuovo titolo che è venuto dal suo matrimonio.
— Bravo, Giovanni! Tu dunque ti ricordi di me? Mi ami ancora un poco?
— E come no, signorino? Io non ho mica il cuore fatto come tanti altri, io! Ella ha avuto torto a tornare; lo lasci dire a me, che ho un tantino di esperienza, ha avuto torto. Ma, in fin dei conti, quali torti non hanno scusa dall'amore?
— Grazie, Giovanni. Vedi, non ho saputo resistere. Non ho potuto vincere il desiderio, la necessità di avvicinarmi a questi luoghi, a respirare la medesima aria che ella respira. —
Qui venne una lunga conversazione, sebbene molto scucita, tra i due, in quella che Calisto proseguiva la sua strada. Il vecchio servitore accompagnò Calisto fino al Castagneto, dove que' buoni fittaiuoli avevano dato due delle loro stanzucce al signorino, nel quale essi scorgevano il loro antico padrone. Colà il giovine innamorato aveva raccolte le cose sue, povero, senza speranze, senza un disegno formato per il futuro, e in quella stanzuccia passava le intere giornate, consacrando le notti alle sue tristi passeggiate fino alle spalle del castello, e in tutti quei luoghi che gli ricordassero un saluto, una stretta di mano, un sorriso della donna amata.
Tutte queste cose seppe Giovanni da lui, e, quando lo lasciò, per tornarsene al castello, aveva gli occhi gonfi di lagrime, e andava ripetendo tra sè: povero signorino! povero signorino! E questo fu il pensiero che lo accompagnò fino al giaciglio solitario, quando, entrato per l'uscio della cappella, di cui con provvido consiglio aveva recata seco la chiave, si fu chiuso nella sua cameretta.
Alla dimane non potè ritenersi dal dire ogni cosa alla marchesa Cecilia. Il marito era andato a caccia, annunziando che sarebbe tornato il giorno dopo; e Giovanni, trovatala sola un tratto, le narrò tutto per filo e per segno.
La marchesa Cecilia lo ascoltò con molta attenzione, interrogandolo ad ogni momento su cento particolari; nè per allora disse altro che potesse chiarire a Giovanni quali fossero i disegni che la tenevano sovra pensieri.
XXI.
L'alba era appena sul rompere, e Calisto era già alla posta sul ripiano della Scogliera.