— Basta, basta! — interruppe Calisto. — Ci sarò; non dubitate; e sarà l'ultima levata di sole che io vi lascerò contemplare. —

Con queste parole ebbe fine il dialogo. Il marchese di Cardiana diede una crollata di spalle alla minaccia del suo nemico, e si allontanò da quella parte dond'era venuto; Calisto, a sua volta, si fece con passo misurato a discendere la costiera.

Anche Giovanni aveva pensato a togliersi dal suo nascondiglio e tornarsene al castello; ma vedendo Calisto così vicino a sè, non seppe resistere al desiderio di parlare col signorino; epperò tenne un sentieruolo, per cui s'andava ad incontrarlo in un tal punto, dove il Cardiana, anco se fosse rimasto al suo posto sull'alto, non avrebbe potuto vederli, nè udirli.

Colà giunto, con voce sommessa si fece a chiamarlo per nome. Calisto si volse tra turbato e sdegnoso a quell'improvvisa chiamata, ma tosto riconobbe il vecchio servitore, e allora gli si fe' incontro a sua volta, stendendogli la mano.

— Dio mio! — esclamò Giovanni, in quella che stringeva commosso la mano del giovine. — Che cos'è avvenuto egli mai!

— Tu hai veduto tutto? — gli chiese Calisto.

— Tutto, tutto; veduto ed udito. Oh Dio mio! ed ora Ella si batterà....

— Sì, Giovanni; ma questo è il meno, e non è da pensarci su più che tanto. È uno dei molti fastidi della vita, e piacesse al cielo che fosse anche l'ultimo! Ma dimmi, la contessina che fa?... —

E qui, senza neppure dar tempo alla risposta, il giovine proseguì sollecito:

— Tu hai bene udito ogni cosa, Giovanni? Io, la contessina Cecilia non l'ho veduta mai più, dal mio viaggio di Parigi in poi; nè più le ho parlato dal giorno di quell'ultimo colloquio che ebbi col conte Emanuele, qui sulla loggia del castello. Però, tu lo vedi; egli, il marito, l'ha calunniata, quella nobilissima tra tutte le creature; l'ha vilmente calunniata.