Quei due uomini, i soli che avessero veramente e profondamente amata la castellana di Villa Cervia, quantunque di un amore tanto diverso l'uno dall'altro, erano stati i soli a difenderla; erano i soli a trasportarla, muti ed anelanti, affratellati in un medesimo dolore, in una medesima speranza. E la speranza indovinerete qual fosse: era la speranza che quella divina creatura non avesse a morire.
Io non vi starò a descrivere con quanto disperato dolore fosse accolto il mesto corteo dal conte Emanuele. Ricordo lo scultore greco che finse un velo sul capo di Agamennone, quando ebbe ad effigiarlo testimone del sacrificio della figlia.
La sventurata donna fu adagiata sul suo letto, e il padre gli stava accanto, interrogando dello sguardo il medico del paesello, chiamato in fretta a Villa Cervia. E come seppe che non c'era più speranza di salvarla, il povero padre rimase immobile e triste a vedersi, come un tronco d'albero percosso dalla folgore.
Appena ebbe ricuperato i sensi, Cecilia chiese del suo difensore, che fu introdotto, lacero, insanguinato e cadente com'era. Calisto non parlava, non piangeva, non muoveva neppur gli occhi; pareva, ed era infatti, istupidito da tutte le repenti scosse di quella fiera catastrofe. Cionondimeno, alla vista della moribonda, che egli aveva così fortemente amata, gli scintillarono gli occhi, e corse a buttarsi ginocchioni al suo capezzale.
Cecilia gli rese grazie del suo ardimento, e lo pregò che si calmasse; egli non essere cagione della sua morte, bensì il disegno da lei fatto di correre alla Scogliera, nello intento di impedire il duello. Poi gli chiese perdono per tutto ciò che la casa sua gli aveva fatto patire, e che ella sentiva di essere chiamata ad espiare con la sua morte.
La poveretta si moriva, ed era lei che consolava i viventi! Al padre che si pentiva amaramente, tra i singhiozzi e le carezze disperate di non averla fatta contenta, lasciando in disparte i pregiudizi sociali, ella rispose dolcemente:
— Non vi dolga, padre mio, di quello che è stato fatto. Così ha voluto il cielo. Voi avete operato come un buon padre il quale intende di provvedere alla felicità dei suoi figli. Io ho amato quest'uomo senza dirvelo; ecco la mia colpa; e l'amo ancora adesso; ma adesso non è più colpa, poichè sono sul punto di morire. —
Furono le sue ultime parole. La bionda castellana di Villa Cervia spirò, dopo aver ricevuto il bacio ultimo di suo padre, ed il primo di Calisto Caselli.
Questi mise un grido disperato appena fu morta; poi non parlò più, non pianse, non diede altro segno del suo dolore. L'infelice era impazzito.