Calisto avea già tutta considerata la gravità del pericolo, e riconosciuta la necessità di operare gagliardo. Accolse Cecilia e la strinse nel braccio sinistro; poi, senza dir motto, aggiustò la canna della pistola che gli era rimasta tra mani contro il petto del Bruno, e la palla di Calisto trapassò il cuore del masnadiere.

— Ah cane! — gridò egli, e cadde irrigidito.

Ma con la morte di Bruno non era salvata Cecilia. I quattro malandrini che lo accompagnavano saltarono furibondi su Calisto. Giovanni, tuttavia, non istava con le mani alla cintola. Egli aveva già adocchiata la pistola che era accanto al cadavere del Cardiana; afferrarla, e spararla a bruciapelo nel volto del primo malandrino che ardì accostarsi alla sua padroncina, fu un punto solo.

Erano ancora tre gli assalitori, ed armati; eglino soli, a tempestarli di quasi inutili colpi col calcio delle pistole scariche. Fu una lotta terribile e disperata, degna del pennello di Salvator Rosa, se pure è lecito in cosiffatti supremi momenti fermarsi a guardare l'effetto pittoresco di una scena come quella che i primi raggi del sole illuminavano sul ripiano della Scogliera.

— Uccidetemi! — gridò Cecilia a Calisto, con accento supplichevole. — Uccidetemi, anzi che lasciarmi in balìa di costoro. —

Al giovane, quelle sconsolate parole non facevano che accrescere il furore di quella disperata difesa. Il braccio e il petto gli grondavano sangue per i colpi toccati dai coltelli dei tre superstiti; anche Giovanni portava i segni sanguinosi della lotta, ed ambedue, più feroci che mai, rispondevano agli assalti, senza sperare di trarre a salvamento la sventurata Cecilia.

I malandrini, ai quali premeva di avere la donna, non avevano ancora messo mano alle pistole, e continuavano a lavorar di punta, certi che quella resistenza era sul punto di finire. Ma essi avevano fatto i conti senza quella brigata di cacciatori che accompagnavano il marchese di Cardiana, e che, non vedendolo giungere, si erano rifatti sui loro passi per andarlo a cercare. Costoro udirono i colpi di pistola; ma, lontani com'erano, giunsero in tempo appena per guastare il disegno a quei tre ribaldi.

All'improvviso apparire dei cacciatori, questi ultimi dovettero darsi alla fuga, non senza aver dapprima sparate le loro pistole sulla preda che sfuggiva loro di mano.

Guardatevi dalla freccia del Parto fuggente! dicevano gli antichi. L'ultimo colpo dei masnadieri fu per la bellissima donna. Invano, al giungere dei cacciatori, Calisto e Giovanni respirarono, e invano si volsero a consolare la vedova marchesa di Cardiana. Ella pareva svenuta, e così a prima giunta credettero che fosse; ma il sangue, che le gocciava dal seno poco sotto la clavicola, li fece accorti della tristissima verità.

Dirvi qual senso facesse quella vista sull'animo loro, è inutile; chè voi di leggeri argomenterete essere stato un momento di terribile angoscia per ambedue. Sgomentati, immemori delle loro ferite, si tolsero la donna morente fra le braccia e presero la via del castello.