E chinato il mento in seno, si appisolarono anch'essi. Pochi minuti dopo, non dormivano neanche più seduti; si accovacciavano a dirittura in coperta.

Solo il mozzo vegliava, sulla Santa Maria, nella grande tranquillità della notte. E pensava, pensava [pg!174] alla sua casa di Huelva, ai piccoli compagni che aveva lasciati laggiù, ai giuochi in piazza, alle corse nei boschi, alle sassaiuole sui greti, alle torte della nonna, e a tante altre cosette egualmente piacevoli. Che cosa aveva da fare, povero figliuolo, per ammazzare il tempo, mentre intorno a lui e davanti non c'era pericolo di nulla? Guardava di tanto in tanto il promontorio; lo teneva sempre sulla sua sinistra; quando gli pareva che con tutta la sua attenzione quel promontorio gli sparisse dietro la velatura, poggiava forte sulla barra e si rimetteva alla via.

Ma egli non aveva veduto una cosa, o non aveva ragionato sopra un'altra. Non aveva veduto che la nave era lentamente tirata verso la costa; non aveva ragionato sul fatto che ad ogni tanto gli bisognava cercar l'orizzonte libero, davanti alla Punta Santa; segno che una forza superiore alla sua vigilanza operava sulla caravella. Era un ragazzo, non aveva esperienza, ed è qui la sua scusa.

Ad un certo punto gli parve di sentire sulla sua sinistra un rumore. Era sordo da prima, quasi di onde lontane. Ma a grado a grado cresceva, era diventato un fragore, uno strepito di marosi, che andassero l'un dopo l'altro a colpire in un ostacolo. Si atterrì, pensando che qualche scoglio dovesse apparirgli sulla sinistra. Guardò attentamente e non vide scogli; ma qualche minuto dopo vide biancheggiare le spume e il flutto far cresta poco lungi da lui.

—Jesus Maria!—gridò egli, atterrito.—I frangenti!—

Aveva a mala pena gridato, che sentì arare il timone. Non gridò più, il povero mozzo; gittò un urlo senz'altro.

—Al soccorso, in coperta! al soccorso!—gridò [pg!175] il povero mozzo, con quanto fiato aveva in corpo.—Ara il timone; al soccorso!—

I marinai di guardia alla vela si erano appena svegliati, che già appariva l'almirante sul cassero di poppa.

—Come? tu qui, ragazzo?—esclamò, vedendo al timone il fanciullo.—E Sancio Ruiz? Ma che cosa è egli avvenuto?

—Signor Almirante....—balbettò il povero mozzo, più morto che vivo.—Sancio Ruiz era andato a dormire.... Io qui.... ma non è colpa mia.... Tutto ad un tratto ho sentito arare il timone....—