E finalmente, quella discesa di Cosma a terra, subito dopo di lui, ma senza lasciarsi vedere da lui!... Abarima diventata ad un tratto così capricciosa, che non pareva più quella del giorno innanzi!... Il rumore venuto dal bosco, dove ella non aveva voluto più ritornare con Damiano!... Ah, per tutti i diavoli!...
Lettori, vi è mai avvenuto di almanaccare su certi fatti che vi riguardassero, e di cui non sapeste darvi ragione? Voi mettevate in fila tutte le ipotesi più ragionevoli, facevate le deduzioni più logiche, ricavandone una spiegazione naturalissima del problema che vi affaticava lo spirito. Un matematico se ne sarebbe contentato; voi no. Voi andavate a cercare un fatto da nulla, quasi un fuscellino dimenticato per via, e su quello fondavate un altro ragionamento, più leggero, più sottile, più vano. Ed era quello che vi contentava di più. Perchè ciò? perchè un vago sospetto, un presentimento sordo, come la voce dell'istinto, vi diceva: la traccia è quella; tutto il resto è.... logica; e la logica, in questa materia, non serve.
—Ah, per tutti i diavoli!—aveva detto Damiano, tra sè, mentre uno sprazzo di luce ideale gli balenava alla mente.—Se è così come io vedo, ti aggiusto io, bell'amico.—
Quell'altro, stando sempre a capo chino, rovesciava acqua a secchie sul tavolato del cassero, e subito dopo ripigliava a lavorare di strofinaccio. La [pg!249] posizione non si poteva tenere, col pericolo continuo di essere innaffiati come gambi di cavolo. Damiano colse l'occasione d'uno spruzzo che gli era venuto più vicino; e borbottando ridiscese dal cassero di poppa nella corsìa.
Ivi si trattenne un pezzo a far le volte del leone, seguitando a svolgere la sua coroncina. Non erano avemmarie nè paternostri, come vi potete immaginare.
—Ah sì, eh? Mi guasti le uova nel paniere? Vedrai, vedrai in che salsa ti accomodo. Perchè, non c'è dubbio, egli ha veduta Abarima.... Questa volta, per altro, è arrivato un po' più tardi del solito. Sono meglio avviato, qui, che non fossi a Cuba. Ma qui mi preme assai più di vincere il giuoco. Fossi pazzo!... Ho detto di voler diventare l'Infante di Haiti, il principe ereditario..... e vivaddio, lo sarò, in barba a tutti i biondi dell'universo. Purchè quell'altra non sia rimasta stregata dai suoi capelli d'oro!... Strano, del resto, questo capriccio delle donne, al Nuovo Mondo! Hanno l'oro a bizzeffe, lo dànno in cambio del vetro e del bronzo, e rimangono incantate davanti a quattro fili di quel colore. Ma non corriamo tanto coi sospetti, via! Abarima non ha ancor lasciato trapelare di avere di questi gusti sciocchi. Comunque sia, qui bisogna lavorare di fine, mio caro Damiano; «qui si parrà la tua nobilitate.», come ha detto il poeta.—
Così mulinava Damiano dentro di sè, quando vide Cosma che scendeva dal cassero di poppa. Non volle più rimanere, e si affacciò al capo di banda, per chiamare una piroga delle solite, che si aggiravano intorno alla Nina.
Cosma si fermò presso di lui, in atto di voler appiccare discorso. Ma egli non aveva nessuna voglia di tenergli bordone.
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—Ti saluto;—gli disse.