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Il signor almirante riprese il suo discorso.
—A voi, don Diego di Arana! prendete questo vessillo, fatelo sventolare sull'alto della torre, e adoperate in guisa che sia riverito e temuto. Dovunque è la nostra bandiera, ivi è la patria nostra. Voi, ora, che siete destinati al presidio del forte, alla difesa di questa bandiera, nel nome della Santa Trinità, per l'onore di Ferdinando e d'Isabella, per la gloria della Spagna, giurate fedeltà ed obbedienza al vostro comandante don Diego di Arana.
—Giuriamo!—gridarono tutti, da Pedro Gutierrez fino all'ultimo dei soldati.
Allora Diego di Arana si avanzò alla sua volta, prese la bandiera dalla mano dell'almirante, snudò la sua spada, e abbassandone la punta verso di lui, così ad alta voce parlò:
—Ringrazio Vostra Eccellenza della fede che in me riponete, e farò di mostrarmene degno per l'onore dei nostri sovrani e per la gloria della patria, che saranno i miei pensieri costanti. Ed ora, secondo il vostro comandamento, signor vicerè, almirante e governatore generale, isserò la bandiera che mi avete affidata, sulla torre del forte Natale.—
Ciò detto, salutò con la punta della spada, e si avviò, seguito dai suoi trentotto uomini, verso il ponte levatoio della torre. Pochi momenti dopo, raccomandato ad una sagola corrente, il vessillo di Castiglia e Leone saliva in vetta al brandale della torre di legno. E la gloriosa ascensione dei colori di Spagna nel sereno del cielo fu salutata dal rimbombo delle artiglierie; un rimbombo inatteso, che fece tremare il cacìco Guacanagari, e cadere i notabili della sua corte sulle braccia del loro vicini spagnuoli.
Cristoforo Colombo si volse cortesemente a rassicurare il suo buon amico Guacanagari. Quelle terribili [pg!291] macchine che vomitavano fuoco non erano destinate ad offendere i pacifici abitanti dell'isola, bensì a proteggerli contro i loro nemici Caribi. La cosa era già stata detta più volte; non era male ripeterla ancora a quei semplici uomini; i quali, vinto il primo ed involontario moto di paura, si abbandonavano volentieri alle più pazze dimostrazioni di allegrezza.
Lasciata una guardia sufficiente nella torre, Diego di Arana ritornò sulla spianata, col grosso dei suoi.
—Abbracciate i vostri amici che restano;—disse Cristoforo Colombo ai suoi marinai.—Avete tutti due ore di libertà; poi ritorneremo alla nostra caravella, per salpare le áncore.—