—Compagni ed amici,—ripigliò Cristoforo Colombo, dopo che l'ultimo chiamato ebbe preso il suo posto,—ho pensato che alla nuova colonia bisognino uomini esperti di alcuni particolari uffizi: un bombardiere, un calafato, un legnaiuolo, un bottaio, un sarto, un cerusico. Rodrigo di Escobedo, leggete i nomi degli uomini che io destino a questi servizi.—

Rodrigo di Escobedo spiegò da capo il suo rotolo di carta, e lesse i sei nomi; ad ognuno dei quali [pg!289] un uomo si mosse ed andò a collocarsi a destra, presso i trenta uomini allineati.

Ultimo dei nuovi chiamati era il cerusico. Ma non è da credere che fosse un dottor fisico, un medico, od altro di somigliante. Cerusico, nelle antiche marinaresche, era un marinaio che faceva il barbiere. A quei tempi, ed anche nei tre secoli che seguirono, il marinaio che maneggiava il rasoio sulla faccia dei compagni, sapeva all'uopo trattar la lancetta. Ed anche faceva dei discepoli, senza essere professore d'università, poichè insegnava la doppia arte del radere e del cavar sangue, dello sfregiare i volti e del medicare le piaghe, ad un suo giovane alunno, che assumeva il nome di barbierotto.

Trentasei uomini erano ordinati in disparte. Allora Cristoforo Colombo riprese a parlare.

—Voi, Pedro Gutierrez, pilota della Santa Maria, e voi Rodrigo di Escobedo, regio notaio, mettetevi a capo di questi uomini, riconoscendo per vostro comandante il nostro capitano di giustizia don Diego di Arana, che in virtù dei poteri vicereali a me conferiti dalle Loro Altezze io destino al comando del forte Natale e della colonia castigliana nell'isola Spagnuola.—

Qui il nostro Damiano incominciò a dar di gomito al suo buon amico Cosma, che gli stava da lato.

—Ed ora a te, mio caro;—diss'egli sottovoce.—Mi duole, sai, di non restare con te; ma poichè il signor almirante ha voluto così....

—Sciocco!—mormorò Cosma, tirando indietro il suo braccio.

—Come sarebbe a dire?—esclamò Damiano.

—Sciocco, ti ripeto;—tornò a dirgli Cosma.—E accoppami poi, se ti piace. Ma ora sta zitto; il signor almirante ci vede.—