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—Oh guarda, guarda!—esclamò Cosma, con l'aria di uno che cascasse dalle nuvole.

—Sai?—ripigliò Damiano, felice di essersi levato quel peso dallo stomaco.—Io lo dicevo poc'anzi, che mi doleva della nostra separazione; e tu, senza starmi a sentire, mi hai detto sciocco.

—Ebbene? non ho io forse ragione?

—Non mi pare;—rispose Damiano.—Si può esser modesti, e non credere di meritare un titolo così alto.

—Capisco che bisognerà trovartene un altro più umile;—riprese Cosma, ridendo.—Ma allora, di modesto che volevi essere, mi diventerai orgoglioso.

—Senti,—conchiuse Damiano,—fa una cosa equa e ragionevole; non mi dare nessun titolo.

—Il nome solo, adunque?

—Sicuramente; Damiano, nient'altro che Damiano.—

Così dicendo, Damiano pensava: