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—Cosma....—mormorò ella.
E proseguì la frase, ma nella sua lingua; donde avvenne che il suo cavaliere non capisse altro che il nome dell'amico, un nome da lei imparato poc'anzi.
Damiano si volse per notizie all'interpetre.
—Che cosa dice la mia sultana?—gli chiese.
—Vuol sapere,—rispose Caonec,—perchè il tuo amico non fa come gli altri.
—Ah sì, è vero;—disse Damiano.—Cosma fa sempre tutto alla rovescia degli altri. Dille che Cosma non ama le donne.—
Cosma udì le parole dell'amico, e alzò sdegnosamente le spalle.
—Mi raccomando,—diss'egli poscia, in vernacolo genovese,—non far sciocchezze; non ne dire, almeno. Credo in verità che quel liquore maledetto ti abbia dato al cervello.—
Damiano voleva rispondergli. Ma quell'altro si era già allontanato.