Sull'entrata del peristilio si trovò faccia a faccia con Numeriano, che andava in traccia di lei.
— Ah! — esclamò egli, prendendola amorevolmente per mano.
— Chi cercavi? Caia? — diss'ella sorridendo. — Eccoti Caia! —
Il nostro cavaliere ebbe una stretta al cuore, udendo quelle audaci parole. E rimase lì, incerto, tra il desiderio di uscire dal suo nascondiglio e la paura di farsi scorgere alle calcagna di lei.
Tutto ad un tratto udì le voci de' suoi degnissimi amici, che tornavano dalla loro esplorazione.
— Vi dico, — insisteva Giunio Ventidio, — che erano essi. Elio Vibenna, non li hai tu riconosciuti?
— Ma, ecco, — rispose Vibenna, — ho veduto uno, qui nel viale, che si avviava da quella parte, e al suo portamento mi è sembrato Caio Sempronio. Quanto a lei, è chiara; se non era in casa.... Che ne dite voi altri?
— Certo, doveva esser fuori. Ah, come vogliamo ridere! — gridò Postumio Floro.
— Amici, date retta a me; — ripigliò Giunio Ventidio. — Piantiamoci qui, in vista dell'uscio. Da quel prato scoperto avranno sempre a passare. —
Caio Sempronio fremette, pensando alle conseguenze, se Delia non fosse stata più pronta ad uscire.