Tutto ad un tratto, si udì dal sentiero vicino un rumore di passi. Delia prese la mano di Caio Sempronio e scivolò guardinga dietro una macchia di mortelle.
— Dove sarà andata a rimpiattarsi? — diceva una voce, che egli riconobbe per quella di Postumio Floro.
— Il bello si è, — soggiungeva un'altra voce, — che manca pure il nostro bel cavaliere, l'auspice delle nozze. Che sia andato anche lui a prender gli auspicii?
Caio riconobbe la voce di Giunio Ventidio.
— Giriamo da questa parte; bisbigliò il giovane a Delia; — ci vedranno nel gran viale, al loro ritorno.
— No, lasciamoli andare; mentre essi ci vanno cercando, noi giungeremo a casa. —
Così dicendo, Delia studiava il passo, seguendo il tragetto che doveva avvicinarla alla meta.
Le voci degli indiscreti cercatori si andavano perdendo dall'altra parte del bosco. Non visti, nè uditi, Caio Sempronio e Delia pervennero alla radura che separava il giardino dalla casa.
— Resta; — diss'ella; — tu verrai dopo. —
E veduto che in quello spazio aperto non c'era nessuno, uscì risoluta dalla macchia.