Non meno curiosi delle Vestali, e delle matrone, si volsero a guardare Clodia gli edili, dall'alto dei loro tribunali, e i magistrati e gli altri uomini consolari, dal basso dell'orchestra. Marco Tullio Cicerone, il famoso giureconsulto, che contava allora i suoi cinquantacinque suonati, si voltò sul bisellio anche lui ed onorò di un lungo sguardo la giovine coppia.

— A chi s'è ora attaccata, la sanguisuga? — domandò egli tra sè, poco rispettosamente per la sorella del suo vecchio nemico. — Mi par di conoscerlo; è un Caio Sempronio. Povero giovane! Vuole dar fondo con lei alle ricchezze che gli ha accumulate quel gravissimo uomo di suo padre nella pretura di Sicilia. —

Marco Tullio, lo sapete, dava facilmente il titolo di gravissimo e di santissimo, ed anche più facilmente quello di ladro e di assassino. Era un vezzo oratorio, che finì per costargli la testa.

Ora, se i vecchi si scomodavano sui loro sedili, lascio pensare a voi, lettori umanissimi, che cosa dovessero fare i giovani. Stavo già per dirvi che tutti i cannocchiali erano volti su Clodia Metella, ma ho ricordato in buon punto che l'invenzione di quell'utile istrumento doveva tardare ancora milleseicento e più anni. In mancanza di cannocchiali, lavoravano gli occhi, e giova credere che in quel tempo fosse più scarso il numero dei miopi.

Clodia Metella, come forma, era molto ammirata; per contro, non si risparmiavano le frecciate alla sua fama.

— Non temete, — notava argutamente un tale, ripreso di troppa severità da uno spettatore più temperato, — non si dirà mai tanto di Clodia Metella, quanto ella stessa ha mostrato di volere che si pensi di lei.

— La frase è lunga e contorta; — osservò Giunio Ventidio. — Non si potrebbe dire brevemente che essa ha fatto d'ogni erba fascio?

— O d'ogni fior ghirlanda; sarebbe più cortese, la metafora.

— Sì, sì, usategli cortesia; ella non ve ne serberà gratitudine. La quadrantaria preferisce i quattrini. —

Quadrantaria! Era questo il nomignolo grazioso di cui Marco Tullio, con quella sua lingua tabana, aveva gratificato Clodia Metella. L'immagine era ardita e ci voleva anche uno sforzo di volontà singolare per appioppare quel brutto appellativo ad una donna come lei, sapendo che quadrantaria, si forma da quadrante, piccola moneta di rame, pari in valore alla quarta parte di un soldo. Lisimaco, verbigrazia, il dispensatore di Tizio Caio Sempronio, non le avrebbe fatto un torto così grave, egli che vedeva andare così lestamente l'oro e l'argento di casa.