—Ti par proprio ch'io sia tutto ciò; Felicino?
—Io ti presento a lei,—proseguì, senza turbarsi, Magnasco,—e tu perori la mia causa; non subito, ci s'intende, ma a poco a poco, con delicate entrature…. mi capisci? Colla tua parlantina di Cicerone, puoi essermi molto utile. Le fai vedere che buon partito sarebbe per lei sposare un giovane par mio, gentile di modi, dolce di umore, e molto avveduto in materia d'interessi….
—E ti par proprio d'essere tutto ciò, Felicino?—chiese Roberto
Fenoglio.
Felicino anche qui fece orecchie da mercante, e tirò innanzi nella sua orazione.
—Mia cugina è ricca, e il suo fattore la deruba a man salva, la spoglia….
—Ah! codesto gli è grave!—interruppe Fenoglio,—spogliarla eziandio? Questo è un cumulare gli uffici di fattore e di cameriera, e capisco che, se la cugina è bella, siccome m'hai detto, ti spiacerà maledettamente che altri faccia questo uffizio presso di lei. Ah, ah, che te ne pare di questo?
—È stiracchiato più degli altri;—rispose Felicino.—Ma dunque, vuoi rendermi questo servigio?
—Ci stavo appunto pensando. Tu vuoi far di me una specie di Barbiere di Siviglia…..
—Potresti supporre che….?
—Altro che supporre! lo credo, lo vedo; ma non importa. Se pensi che i miei talenti oratorî possano giovarti presso di lei…. Ah, Felicino! io ero nato per essere oratore! Basta, ti servirò; tu mi hai dato il tuo specifico contro la noia, io ti son debitore del ricambio…. se pur lo sarà! A che ora si va da lei?