— Vieni, Franzi.
Sospinsi l'uscio ed entrai.
— Ora usciamo.
— Sì.
— Aspetta... prendo i guanti.
Quando fummo nel corridoio ella si diresse alle scale quasi correndo. Fui io che dissi:
— Scusa... e la signora Zeffira?
— No, lasciala stare. È tanto stanca.
— Ma... non dirà...
— E che deve dire?... Aveva bisogno di venire a Bologna, l'ho condotta con me... le ho pagato il viaggio. Ora se la sbrighi come vuole.