— E non sa dirmelo un pochino meglio?...

Riprese, dopo un silenzio:

— Tanto l'avevo capito. Lasci stare. Da quando ha preso il suo domicilio sul davanzale della finestra mi sono accorta ch'ella non stava là per studiare botanica...

Poi abbandonò le mie mani, rialzò il capo, scosse i capelli dalla fronte e disse:

— Ecco fatto. Ora sta meglio. Avevo un po' di rimorso per averle fatto fare quel salto; ma gli uomini mi piacciono alla prova. S'ella avesse preferito entrar dalla porta di strada come tutti i mamalucchi che vengono a domandar la mia mano, le avrei riso sul muso. Così la cosa è diversa. Venga venga; ora le mostrerò ciò che amo.

E mi trascinò via di gran corsa, per i viali del suo giardino incantato.

In tal modo, nonostante la mia timidezza, entrai di un salto nella vita di Giacometta.

III

— Perchè facesti tu questo?... — Oh, per la primavera lo feci, cuor mio!...

Io avevo fatto il salto ch'eran forse le cinque di un pomeriggio di marzo; ora ci accorgevamo che il sole era già dietro ai colli.