— Dio... quante ce ne sono!... — disse lei. Ed io dissi:

— Infatti sono molte...

— Le faccio male?

— Non mi pare!

— Povero signor Coso!

Perchè poi, Coso, se mi chiamavo Francesco?

Sentivo le sue mani tepide, fini, delicate sfiorare le mie; vedevo il suo viso di mandorla, la sua testa bionda china sulle mie mani e abbrividivo come una minugia.

Ad un tratto mi prese una vampata al capo che mi fece veder tutto rosso e mi fece dire senza che neppure me ne accorgessi:

— Signorina Giacometta... io l'amo!...

Ella mi guardò dal sotto in su, sorridendo e rispose calma calma: