— Ma... signorina Giacometta... io non conosco nessuno!...

— E che importa?

— E da dove dovrei passare?

— Scenda di lì!...

Misurai la distanza.

— Ha forse paura?...

Mi sentii d'improvviso il cuore di Salsiccia; presi lo slancio e caddi con discreta leggerezza, dentro un rosaio.

Uscii come un povero Cristo, tutto sgraffiato nelle mani e nella faccia: Giacometta si affrettò a chiedermi:

— Si è fatto male?... Venga qua, che le tolga le spine.

Le porsi le mani, e, sulla cima di ogni dito, c'era il mio rosso cuore che ballava la furlana. Mi sentivo arder la faccia ch'era color della brage.