XXI

Oh! se voi troverete talvolta, la settima rosa.. in fondo al giardino!...

Le due belle stanze ampie, solenni come una veste nuziale del 1850!... Il compìto signore che ci accompagnava (discendeva egli forse dalla stessa famiglia dei Rasponi a cui era appartenuto il palazzo adibito poi ad albergo?) ci annunziò con riverente austerità:

— Qui ha alloggiato Gabriele d'Annunzio! E qui dormì una notte Eleonora Duse!...

Ci guardammo negli occhi; ma Arlecchina non dimostrava affatto di esser compresa dal fato che ci destinava gli stessi giacigli nei quali avevano cercato il sonno i grandi del secolo.

— E nella stanza prossima — soggiunse il compìto signore — ha abitato Sem Benelli quando era a Ravenna per certe sue ricerche intorno a Rosmunda.

Allora Arlecchina non si tenne dal domandare:

— Perdoni... e la stanza di Dante Alighieri dov'è?...

Il nostro bel signore sorrise e si inchinò compitamente.

— Quella, cara signorina, è qui vicino — rispose. — Ma non è una stanza... è un sepolcro!...