Ora le porte erano chiuse; tutte le lampade accese; le stanze bene illuminate.
— Che faremo? — domandò Arlecchina. — Io non ho sonno e tu, Giacometta?
— Io?... Posso vegliare fino a domani!
— E voi, Franzi?
— Capirete che io ho meno sonno di tutti!
— Be' — soggiunse Arlecchina. — Se siete tanto desto, signor Franzi, suggeriteci qualcosa. Vogliamo far qualcosa di molto diverso.
— Guardiamo alle stelle — risposi. — Le finestre sono aperte e tutte le stelle sono nel cielo in questa notte serena.
— Caro signore — disse Arlecchina — quelle luci da telescopio entrano, sì, nella nostra serata, ma solo come decorazione. Se credete che si possa star ferme a contemplare le stelle, povero Franzi, si vede che siete al solo frontispizio della donna!
— Sentite — disse Giacometta. — Ho un'idea!...
— Quale?